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Mingarelli non ha perso tempo e ha eseguito una manovra di Heimlich, la tecnica per la rimozione urgente delle vie aeree. Il soccorritore utilizza mani e braccia per esercitare una serie di profonde pressioni sull’area addominale della persona in pericolo, sotto lo sterno e sopra l’ombellico. La spinta viene diretta verso l’alto, in modo da comprimere il diaframma. Questo provoca la compressione dei polmoni, esercitando una spinta sull’oggetto che ostruisce la trachea, provocandone l’espulsione. Mingarelli, in servizio alla squadra di polizia giudiziaria del commissariato, come tutti i suoi colleghi degli uffici di via Puccini, ha seguito lezioni di primo soccorso.

Quando il nipote ha iniziato a sentirsi male, senza alcun indugio, ha capito subito come doveva agire. La procedura si è conclusa in pochi attimi e il ragazzo ha finalmente sputato il pezzo di carne che avrebbe potuto farlo morire soffocato. I clienti del locale, italiani e stranieri, hanno seguito con grande trepidazione la sorte del quattordicenne, rimanendo assai ammirati per il modo rapido in cui lo zio è intervenuto. Marco Mingarelli lavora da molti anni al commissariato di Montecatini, dove è arrivato giovane agente a svolgere servizio di volante. Dopo un periodo alla questura di Bologna e alla squadra mobile di Pistoia, è tornato negli uffici di via Puccini dove lavora nella squadra di polizia giudiziaria. (La Nazione)

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