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Le autorità sanitarie italiane devono bloccare le importazioni di ortaggi, sia freschi che surgelati, dall’Ungheria. A chiederlo è il Codacons, dopo l’allarme Listeria scoppiato in Europa ed i ritiri di alcuni prodotti. “Anche se in Italia non è ancora stato registrato alcun focolaio, si rende indispensabile adottare misure precauzionali a salvaguardia della salute pubblica – spiega il presidente Carlo Rienzi –. Per tale motivo chiediamo al Ministero della salute di disporre la sospensione delle importazioni di ortaggi, che secondo le prime analisi sarebbero il vettore della malattia, dai paesi a rischio come l’Ungheria, sia per i prodotti freschi che per quelli surgelati o congelati”.

“Le autorità italiane devono inoltre vietare alle aziende del settore alimentare che commercializzano prodotti nel nostro paese di utilizzare per il momento partite di ortaggi provenienti dall’Ungheria, e distruggere quelle acquistate nell’ultimo periodo, fino a che l’emergenza non sarà definitivamente terminata”, conclude il Codacons.

I ritiri, spiegano dal Ministero della Salute, “fanno seguito a una segnalazione di allerta europea proveniente dall’Ungheria, relativa alla presenza di Listeria monocytogenes in vegetali surgelati. La Listeria è resistente alle basse temperature e provoca tossinfezioni alimentari. Comunque viene inattivato con la cottura. Al momento non risultano focolai di infezione in Italia e il ritiro dei prodotti sono effettuati in via precauzionale”.

“Il ritiro di lotti contaminati dal batterio della Listeria in Italia ed in tutta Europa è purtroppo solo l’ultimo della serie di allarmi alimentari che si propagano rapidamente in Europa rispetto ai quali l’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti”. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione degli annunci da parte della Findus e della catena distributiva Lidl del ritiro di lotti di minestrone, mais e verdure surgelate per il rischio di contaminazione da Listeria segnalata dall’ l’azienda belga Greenyard.

“Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per l’ortofrutta fresca ma non per i succhi, leconserve di frutta o per gli ortaggi conservati, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere – sottolinea la Coldiretti – di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme comunitarie”. Un’esigenza dinanzi a rischi alimentari – spiega la Coldiretti – in una situazione in cui sono stati 2.925 gli allarmi scattati nell’Unione Europea in un anno, secondo quanto riporta Today.

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Secondo Coldiretti, occorre evitare pericolosi allarmismi in un situazione in cui gli italiani hanno consumato 402,5 milioni di chili di vegetali surgelati nel 2017 con un aumento dell’1,8% rispetto all’anno precedente, dovuto proprio alla crescita a tavola dei vegetali naturali e in particolare delle zuppe, dei passati e dei minestroni. L’associazione sottolinea l’importanza delle misure precauzionali adottate con il ritiro in Italia ed in altri Paesi europei di prodotti alimentari surgelati, a seguito del possibile rischio di contaminazione da Listeria monocytogenes. Dalla mucca pazza (2001) alla carne alla diossina nel nord Europa (2008), dal latte alla melamina dalla Cina (2008) alla mozzarella blu (2010) fino alle polpette con carne di cavallo spacciata per manzo (2013) e venduta in tutta Europa, con la globalizzazione degli scambi commerciali gli allarmi – sottolinea la Coldiretti – si diffondono rapidamente nei diversi Paesi con pericolose conseguenze per la salute dei cittadini ma anche sul piano economico per gli effetti sui consumi poiché non si riesce a confinare l’emergenza anche per le logiche produttive e commerciali, spiega l’associazione.

Findus, in un comunicato, ha reso nota la decisione, “volontaria e in via del tutto precauzionale”, di richiamare alcuni prodotti dopo la segnalazione del fornitore Greenyard della potenziale contaminazione da Listeria di “una partita di fagiolini, utilizzati in minima parte all’interno dei prodotti oggetto del richiamo”. Findus precisa anche che i prodotti richiamati prevedono il consumo “solo previa cottura” e che “la cottura del prodotto annulla ogni potenziale rischio per la salute”. I lotti richiamati sono: Minestrone Tradizione 1 KG (lotto L7311, L7251, L7308, L7310, L7334); Minestrone Tradizione 400g (L7327, L7326, L7304 e L7303); Minestrone Leggermente Sapori Orientali 600g (L7257, L7292, L7318, L8011), Minestrone Leggermente Bontà di semi 600g (L7306). Le informazioni sul lotto di produzione, precisa Findus, “si trovano nel riquadro bianco sul retro o sul lato della confezione ove viene riportata anche la data di scadenza”. L’azienda ha provveduto a bloccare la distribuzione e contestualmente ha attivato le procedure di richiamo dei prodotti dal mercato.”Invitiamo i consumatori che siano in possesso dei prodotti appartenenti ai lotti sopra indicati a contattare i nostri canali per segnalazioni ed informazioni: numero verde 800906030; mail di assistenza urgente@findus.it”, si legge nella nota.

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Lidl pubblica sul suo sito un avviso in cui l’azienda belga Greenyard N.V. rende noto che a titolo precauzionale richiama per la sola regione Sicilia tutti i lotti e tutte le scadenze dei prodotti: Art. 79520 “Freshona” Mais surgelato, 450g Codice a barre 20417963 e Art. 12105 “Freshona” Mix di verdure surgelate, 1000g – Assortimento Gemüsemix – Mix di verdure – Codice a barre 20039035.

“Non è possibile escludere – si legge nell’avviso – che tali prodotti possano essere stati contaminati da Listeria monocytogenes. La Listeria monocytogenes – si spiega – può essere una causa di gravi malattie allo stomaco/intestino (listeriosi) e sintomi simili a un’infezione influenzale. Per alcuni tipi di individui (donne incinte, bambini piccoli, anziani e soggetti immunodepressi) la malattia può degenerare in forme anche molto gravi. A causa di tale rischio per la salute, i consumatori devono prestare molta attenzione a questo richiamo e non mangiare i prodotti sopra indicati”.
“I prodotti interessati dell’azienda belga Greenyard N.V. – si precisa – sono stati venduti da Lidl Italia solo ed esclusivamente nella Regione Sicilia. Per motivi precauzionali, Lidl Italia si è immediatamente attivata ritirando dalla vendita i prodotti interessati. Questi prodotti possono essere restituiti in tutte le filiali Lidl. Il prezzo di acquisto sarà rimborsato, anche senza presentazione dello scontrino. Il richiamo riguarda solo ed esclusivamente la Regione Sicilia ed è riferito ai soli prodotti sopra indicati dell’azienda belga Greenyard N.V. Tutti gli altri surgelati venduti da Lidl Italia – si assicura nell’avviso -, in particolare quelli del marchio Freshona di altri produttori, non sono interessati dal richiamo”.

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