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Quando presentava le dichiarazioni dei redditi – cosa che non accadeva sempre – presentava entrate molto esigue. Quello che ha scoperto la guardia di finanza racconta ben altro.

TorinoUfficialmente era praticamente un povero, ma la realtà era ben diversa. Secondo la dichiarazione dei redditi i suoi guadagni erano esigui, in certe occasioni anche insufficienti al pagamento delle tasse, ma quello che ha scoperto la Guardia di Finanza svela ben altra realtà

Il professionista, un quarantenne chirurgo plastico titolare di studi medici e consulente di conosciute strutture mediche pubbliche e private, povero non lo era affatto: girava in lamborghini, possedeva chalet e diverse proprietà.

Auto di lusso, terreni e vigneti – E ancora, appartamenti a Torino e diversi conti correnti. Gli investigatori hanno trovato tracce di una sorta di contabilità parallela e prestazioni lavorative anche attorno a cifre di 5mila euro. Tutte prestazioni professionali di cui, secondo i giornali e la procura della repubblica, il fisco non era a conoscenza

I militari della Guardia di Finanza hanno portato avanti un’indagine dove è stata accertata un’evasione fiscale di almeno due milioni di euro e la procura della repubblica di Torino ha ordinato il sequestro di beni.

Un episodio analogo, sempre a Torino, aveva avuto come protagonista un imprenditore 38enne denunciato nel 2016 dalla guardia di Finanza. Anche in quel caso, l’uomo, risultava povero ma possedeva ben 137 terreni, otto abitazioni e addirittura un aereo da turismo.

Imprenditore agricolo risultava nullatenente ma aveva aeroplano, denunciato (CREDIT: Gdf)

Il 38enne non aveva mai presentato dichiarazione dei redditi ma dopo le indagini, la Guardia di Finanza ha calcolato una base imponibile non dichiarata corrispondente alla somma (circa) di 750 mila euro. Alla fine delle indagini, il sequestro di beni per un valore di 260mila euro. LEGGI ANCHE: Con un aereo e otto case risultava nullatenente

Genova. Ad un nullatenente, nel 2018 erano state trovate una ventina di auto d’epoca di lusso, tutte da collezione, sparse tra la Costa azzurra, il Regno unito, Genova, Maranello (Mo) e Montecarlo. La Guardia di Finanza in quell’occasione aveva sequestrato Porsche, Ferrari, e Lamborghini che di lì a poco dovevano essere battute all’asta. L’indagine della Guardia di Finanza ha però avuto altri risvolti stabilendo che l’uomo, con otto complici, avevano formato un vero e propio “gruppo criminale trasnazionale”. LEGGI ANCHE: Colpo della Guardia di Finanza: si dichiarava nullatenente, in garage aveva dei veri ‘mostri’

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