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TRENTA GIORNI DI PROGNOSI PER UNA BRUTTA FERITA A UNA MANO E’ IL BILANCIO DI UNA NOTTE DI GUERRIGLIA PER UN POLIZIOTTO CHE HA DECISO DI AFFIDARE IL SUO SFOGO A FACEBOOK.

Rivolta il un Centro di permanenza per il rimpatrio a Torino, la terza nell’ultima settimana. Tre arrestati per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. La rivolta è stata guidata da alcuni marocchini e tunisini già pregiudicati.

Tutto è iniziato quando un gruppo di ospiti ha dato fuoco ad alcune masserizie. Da qui, lo sfogo di un ispettore della Polizia di Stato su Facebook:

“Per un pò non voglio sentire parlare di comprensione, integrazione ed accoglienza… questo è il bilancio personale di una notte di guerriglia passata al Cpr di Torino, 30 giorni di prognosi, una bella frattura scomposta di due falangi con prospettazione di intervento chirurgico, due monconi malamente appesi che improvvisamente vanno in direzione opposta a quella che il tuo cervello vorrebbe fare… e mentre i ‘signorì della politica fanno il gioco delle poltrone, facendo a gara a chi di loro si rivela essere il più capriccioso, in questi Centri di Permanenza e Rimpatrio ad ogni turno si sfiora la tragedia e prima o poi – credetemi – qualcuno si farà male sul serio!”

e ancora: “Questa notte, per due ore, da solo e con un manipolo di Carabinieri (cinque), mi sono trovato a fronteggiare 158 ospiti (perché così vanno chiamati), sotto una sassaiola pericolosissima durata un tempo interminabile, fino all’arrivo provvidenziale di tre squadre del Reparto Mobile e del loro funzionario…”

“Questi Centri – prosegue l’ispettore – secondo il mio modesto parere, hanno utilità pari a zero perché si lavora in un contesto di pseudo detenzione dove l’Autorità pre-costituita viene continuamente messa in discussione, dove le nostre funzioni vengono derise, prese in giro e prese a sputi (e nel caso di specie non è una metafora), dove il controllo dell’ordine pubblico è diventato una chimera impostato essenzialmente sull’opera di mediazione dei singoli ispettori impiegati di turno a rotazione, ma tutto ciò non può quasi mai trovare riscontro quando la controparte con la quale ti confronti è rappresentata da extracomunitari provocatori pluripregiudicati che aspettano mesi per essere rimpatriati, e nemmeno sempre!”

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