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1016823_10153073398415724_973127238_nPER NON DIMENTICARE Roberto Antiochia

Agente della Polizia di Stato, nato a Terni, entra a diciotto anni nella scuola di Polizia di Pescara e, successivamente, fu trasferito a Milano, Torino e Roma. La sua ultima destinazione, nel giugno 1983 fu quella presso la squadra Mobile di Palermo lavorò con Beppe Montana in delicate indagini sull’associazione mafiosa Cosa Nostra. Dopo l’omicidio di Montana, in ferie ma già trasferito a Roma, decise di partecipare alle indagini a fianco di Ninni Cassarà.
Il 6 agosto 1985, mentre accompagnava il Vice Questore Cassarà presso l’abitazione in via Croce Rossa a Palermo, circa 10 uomini armati di Kalashnikov appostati nei piani del palazzo di fronte a quello del vice questore cominciarono a sparare sull’Alfetta di scorta. Antiochia, cercando di fare scudo con il suo corpo a Cassarà che era sceso dall’auto per riaggiungere il portone di casa, rimarrà ucciso dagli spari. Cassarà, rimasto ferito dagli innumerevoli spari dei mitra, riuscirà a raggiungere le scale del portone ma morirà mentre le sta salendo. (wikipedia)

80px-Valor_civile_gold_medal_BAR.svgMedaglia d’oro al valor civile.
«Agente della Polizia di Stato, in servizio a Roma, mentre era in ferie, spontaneamente partecipava in Palermo alle delicate e difficili indagini sull’omicidio di un funzionario di polizia, con il quale aveva in passato collaborato, consapevole del pericolo cui si esponeva nella lotta contro la feroce organizzazione mafiosa. Nel corso di un servizio di scorta, rimaneva vittima di proditorio agguato ad opera di spietati assassini. Esempio di attaccamento al dovere spinto all’estremo sacrificio della vita.»

 

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