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I profili genetici in possesso della Scientifica fanno stringere il cerchio intorno ai giovanissimi fuggiaschi, protetti da clan in guerra tra loro e forse sulla via dell’Albania nascosti nei tir.

I due giovani rom ricercati dopo aver falciato nove persone a Roma, uccidendo la filippina Corazon Abordo, per sfuggire all’alt della polizia, sanno di avere gli inquirenti con il fiato sul collo: nelle mani della Scientifica c’è il loro dna prelevato sull’auto assassina e i porti di Bari e Ancona sono sotto stretta sorveglianza, come riporta Il Messaggero. Si teme la fuga dei due a bordo dei tir diretti in Albania. Mentre continuano, senza sosta e anche senza esito, le perquisizioni nelle case popolari nelle quali vivono alcune famiglie rom, si fa sempre più concreto il fatto che la fuga dei due sia coperta da clan diversi e in guerra tra loro, ma che offrono rifugio e complicità ai ricercati e, si ipotizza, la possibilità di farli arrivare nella regione balcanica sui tir in uscita dall’Italia.

Intanto, il dna prelevato sull’auto-pirata servirà al processo a inchiodare i due alle loro responsabilità. Processo, però, già partito sui social network. Su una pagina Facebook sono state pubblicate due foto di due ragazzi tra i 16 e i 20 anni, con i capelli corti e scuri e dai tratti somatici vagamente asiatici, con la dicitura “Questi sono gli zingari autori dell’incidente a Roma nel quartiere Aurelio”. Ma la Questura ha smentito di aver diffuso l’identikit dei ricercati, bollando come “non veritiere” le foto, e ha fatto chiudere il profilo.

Indagini in corso anche per verificare la veridicità del racconto dell’unica arrestata, la 17enne che era sull’auto che ha seminato la morte nella periferia ovest della capitale.

 

Fonte Tgcom24

Roma, 31 maggio 2015

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