Roma, minacce e proteste per la casa popolare assegnata ai rom

Tornano le tensioni e l’intolleranza contro i rom nella periferia di Roma. Ancora gente in strada a Casal Bruciato, periferia est della Capitale, per protestare contro l’assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia nomade.

LA PROTESTA

Tra le circa 40 persone che si oppongono all’arrivo di una famiglia di nomadi proveniente dal campo La Barbuta, ci sono anche alcuni esponenti di Casapound. Polizia, Carabinieri e uomini della Polizia locale sono intervenuti sul posto per proteggere una quindicina le persone che sono andate a vivere in un appartamento di via Satta. Dopo le tensioni tra i cittadini, anche fomentate da formazioni come Casapound e Forza Nuova, a Torre Maura e Casalotti, oggi è ritoccato a Casal Bruciato (già al centro di proteste l’8 aprile sempre per una casa assegnata una famiglia nomade), e l’estrema destra era ancora presente: “E’ stato assegnato un alloggio popolare a un nucleo familiare di 14 nomadi. Gli abitanti non li vogliono, hanno paura” racconta un esponente di Casapound.

“Il sindaco di Roma pensa di risolvere l’emergenza dei campi nomadi abusivi sulle spalle dei cittadini. L’appartamento al centro della protesta si era liberato due settimane fa. Assegnataria era una signora ma ci vivevano i nipoti, che volevano riscattare l’immobile ma il Comune li ha bollati come occupanti abusivi”.

La famiglia di nomadi è potuta entrare nell’appartamento solo scortata dalla polizia. Sono impauriti dalla gente che grida “Qui non li vogliamo, perché devono stare in periferia?”. I residenti negano di avere minacciato la famiglia nomade, ma faranno un presidio ad oltranza finché “non andranno via”. Però un capofamiglia, un 40enne bosniaco, padre di 12 figli, barricati con lui nell’appartamento al secondo piano di una palazzina accusa: “Ci hanno detto ‘Tanto vi tiriamo una bomba’”.

E per domani alle 17, riporta il Quotidiano, è stata convocata una manifestazione “per protestare contro l’assegnazione di un alloggio pubblico a una famiglia rom”, hanno annunciato i rappresentati di CasaPound, tramite un megafono ai presenti alla protesta nel quartiere di Casal Bruciato.

Patrizia, volontaria e operatrice interculturale dell’Opera Nomadi, che questa mattina ha accompagnato la famiglia Rom, denuncia: “È da ieri che girano le persone a cercare via Satta 20… noi quando andiamo ad assegnazione ci danno solo la via con la metratura e basta, il numero civico lo abbiamo saputo questa mattina alle 9:30. Qualcuno già sapeva che questo appartamento sarebbe stato assegnato ad una famiglia rom con questa tipologia di nucleo familiare”.
Secondo le accuse della volontaria qualcuno avrebbe volontariamente fatto trapelare la notizia dell’assegnazione ad una famiglia rom: “Quando siamo saliti il dirimpettaio di casa parlava con una vicina e diceva che sapeva già da questa mattina alle 5 che sarebbero venuti. Allora io dico: chi ha fatto trapelare questa notizia? Non lo sapevo neanche io e gli assegnatari non conoscevano il numero civico dell’appartamento. Qualcuno ha fatto trapelare la notizia volontariamente per creare disagio agli abitanti, ai condomini e creare disagio alla famiglia rom che doveva prendere questo appartamento e che ora ha deciso di lasciare”.

In realtà la famiglia rom, dopo aver richiesto nel pomeriggio di essere trasferita in un altro alloggio per paura, ora sembra essersi decisa a rimanere nella casa assegnata dal Campidoglio. Sotto il portone della palazzina rimangono solo alcuni rappresentanti di CasaPound, i residenti sono rientrati nelle loro case.