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Raqqa non è solamente la “capitale” dello Stato islamico in Siria. È anche la base strategica del Califfato, il luogo in cui vengono decise le operazioni da compiere contro l’Occidente. Una sorta di quartier generale del terrore. Ma Raqqa è anche la nuova Berlino, dove americani e russi fanno a gara ad arrivare per dire al mondo che sono stati loro ad eliminare il male in terra, il Califfato del terrore. Tutti ci vogliono arrivare, almeno sulla carta.
Oggi scopriamo che pure  Barack Obama aveva un piano per distruggere Raqqa. Un piano in cui nemmeno lui credeva, ma che gli aveva rubato sette mesi di vita, provocandogli notti insonni. Un piano che, però, faceva acqua da tutte le parti. Secondo l’amministrazione democratica, bisognava attaccare. Subito. Bisognava premere il grilletto, come ha scritto ilWashington Post.

Comincia tutto sette mesi fa, quando gli strateghi di Obama comprendono che è necessario decapitare la testa del serpente, Raqqa appunto. Come farlo però? Ci sono due ipotesi: appoggiare i soldati turchi oppure armare maggiormente i curdi. Due ipotesi che si contraddicono in quanto Recep Tayyip Erdogan ha più volte detto che il nemico numero uno di Ankara non sono i jihadisti, bensì i curdi. Qualsiasi scelta presa da Obama avrebbe scontentato un alleato.
Ma Obama voleva attaccare Raqqa, tanto che il 17 gennaio scorso, a soli tre giorni dall’insediamento di Trump, ha fatto preparare un documento nel quale si indicava alla nuova amministrazione la strada da seguire: armare i curdi. Inoltre, i consiglieri di Obama avevano stilato una serie di consigli alla futura amministrazione su come ammansire l’alleato turco. È stato però tutto stracciato da Donald Trump e dai suoi uomini, che hanno giudicato il piano incoerente e pieno di mancanze. Il tycoon, come riporta l’Ansa, starebbe pensando di inviare artiglieria e elicotteri da combattimento per colpire Raqqa. Il nuovo piano è ora nelle mani del segretario alla Difesa, James Mattis. Una svolta importante che dimostrerebbe la forte volontà di Trump di combattere il terrorismo, anche se in molti hanno rilevato che un uso massiccio dell’artiglieria potrebbe causare un numero più alto di vittime civili e, di conseguenza, esasperare ancora di più la popolazione.

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