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I carabinieri nel primo sopralluogo svolto sul luogo teatro della tragedia avevano sequestrato 4 cartucce a pallini probabilmente esplosi dal cacciatore per scacciare i cinghiali, la cui presenza nella zona era stata confermata dai vicini di casa della vittima che avevano sentito i grugniti e altri rumori prodotti dal passaggio degli animali. Alcuni abitanti avevano sentito in modo distinto anche gli spari.

Ma nessuno era uscito di casa. In un primo momento gli inquirenti avevano ipotizzato che la ferita che aveva ucciso il cacciatore non era compatibile con un colpo di fucile sparato da distanza ravvicinata ma con l’aggressione di un animale selvatico come un cinghiale.

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