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Insultata per aver scelto la chemioterapia e non metodi alternativi. In altre dimensioni, tutto ciò apparirebbe folle. Non nel 2019 in Italia. L’esperienza è stata raccontata da Sabrina Paravicini, l’attrice che ha interpretato l’infermiera Jessica Bozzi nella serie “Un medico in famiglia”.

Da tempo Sabrina combatte un cancro al seno, e lo fa come sempre più spesso accade, attraverso i social.

Ha scelto, come già capitato in passato, Twitter,tra i social più diretti e performanti nella trasmissione di sensazione.

L’attrice ha raccontato un episodio risalente all’epoca della diagnosi: ritiratasi da tempo dallo spettacolo per stare vicina al figlio affetto da Sindrome di Asperger, qualche tempo fa la donna si è resa conto di non stare bene. Gli accertamenti del caso e poi la diagnosi.

Era lì. Era vero. Non una semplice cisti, ma un tumore nascosto dietro, come lei stessa ha rivelato “Quando ho avuto la diagnosi, il tumore aveva solo sei mesi, era grande due centimetri e mezzo e aveva già creato un’area infiammatoria di 6 centimetri. Era veloce e aggressivo. Non ancora operabile. Nel giro di due settimane ho iniziato la chemioterapia”, ha proseguito l’attrice.

“Ci ho anche provato a pensare di fare qualcosa di alternativo, non potevo permettermi di perdere neppure un mese, figuriamoci un anno per sperimentare. A tre giorni dalla diagnosi, una sorta di guru alternativo mi ha insultata per telefono perché non ho accettato di fare solo il ‘suo’ protocollo curativo di 120 giorni, mi gridò: ‘Si faccia avvelenare dalla chemioterapia, che stupida!’.

Ma questo è il referto della risonanza che ho fatto dopo 4 cicli di epirubicina, un mese fa: remissione al 90% del tumore”, ha detto Sabrina Paravicini.

L’interprete 48enne ha tenuto a sottolineare che “la chemio è offensiva e orribile, ma è l’unica cura certa e protocollata”.

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