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SOS1308459Claudio De Nicola si è salvato dopo un incidente grazie alle trasfusioni: niente bomboniere, fondi all’associazione. (di Mauro Favero)

Treviso, 23 ottobre 2013 – Il cuore. È questo che ha spinto Monia Bordignon e Claudio De Nicola, 31 anni lei e 40 lui, a convolare a giuste nozze. Vale più o meno per tutti quelli che scelgono di sposarsi? Sì. Ma per loro, se possibile, vale ancora di più. Perché i due promessi sposi, dopo una vita da donatori all’Avis di Villorba e quasi dieci anni di convivenza, nel giorno di San Valentino dell’anno scorso hanno vissuto un dramma che mai più dimenticheranno.

In quel 14 febbraio Claudio fu vittima di un incidente mentre stava tornando a casa dal lavoro in sella al proprio scooter. Un’auto pirata gli tagliò la strada, senza fermarsi a soccorrerlo. E lui volò per terrà. Pareva essersela cavata con qualche graffio. Trasportato al Ca’ Foncello, però, la situazione si rivelò maledettamente seria. Oltre a un braccio rotto, un’emorragia interna gli fece perdere un rene e gli danneggiò un tratto di intestino. Monia, lasciati in forno i dolcetti che stava cucinando per la festa degli innamorati, si precipitò in ospedale. Dove rimaste in attesa per ore. Senza notizie, perché “solo” convivente. «Quando alla fine un medico mi disse che in sala operatoria avevano rischiato di perderlo un paio di volte mi crollò il mondo addosso – ricorda commossa – il mio Claudio aveva rischiato la vita».
A salvarlo, oltre alla professionalità dei medici, contribuirono anche una ventina di sacche di sangue e plasma fresco. Come recita la cartella trasfusionale di cui Monia conserva gelosamente una copia. Furono più di una decina nelle primissime ore di ricovero. In tutto 13 di sangue intero e 6 di plasma. E tra queste, anche solo idealmente, c’era anche la donazione effettuata dalla sua fidanzata solo il giorno prima dell’incidente.

«Da donatore sono diventato un ricevente – racconta oggi Claudio – altri donatori, com’ero io e com’è ancora Monia, mi hanno salvato».
Passato oltre un anno, finita la convalescenza, i due ora hanno deciso di fare il grande passo. Il 25 ottobre, in municipio a Ponzano, pronunceranno il fatidico sì. Sostituendo le classiche bomboniere con una donazione alla sezione provinciale dell’Avis a sostegno del progetto Adotta un ricercatore e di una ricerca sulle staminali per la cura dell’emofilia. Alle fine sono sempre questioni di cuore. (gazzettino.it)

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