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Arriva un nuovo capitolo della saga Saviano vs Salvini ma questa volta, come a dire il vero già accaduto in precedenza, lo scrittore tira in mezzo anche la Polizia che risponde per le rime. Sullo sfondo ci sono i fatti di Casal Bruciato: nel quartiere romano da giorni si verificano tensioni per l’assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia dell’est.

Lo scontro va in scena – neanche a dirlo – sui social, questa volta via Twitter dove sul suo profilo, Saviano prende di mira il ministro dell’Interno (da lui definito “Ministro della Malavita”) e in seconda battuta (o prima?) la Polizia di Stato colpevole, a suo dire, di condurre battaglie di parte.

“Parole ambigue dal #MinistroDellaMalaVita su #CasalBruciato – ha scritto Saviano – per non indispettire i cani feroci di #CasaPound che mina

cciano donne e bambini. E la @poliziadistato, che sequestra striscioni e telefonini, ridotta a servizio d’ordine per la campagna elettorale di un partito. Che pena”.

La polizia giustamente non ci sta e risponde per le rime: “La polizia di Stato serve il Paese e non è piegata ad alcun interesse di parte. Chi sbaglia paga nelle forme prescritte dalla legge. Che pena leggere commenti affrettati e ingenerosi per dispute politiche o per regolare conti personali”

A questo punto tocca ricordare i numerosi precedenti in cui la Polizia è intervenuta in modo “bipartisan”: ad esempio, solo qualche giorno fa, il 24 Aprile (il giorno prima della fsta della Liberazione) la digos di Milano ha identificato e denunciato alcuni ultras della Lazio che si erano presentati in un pre partita, nelle zone di Piazzale Loreto, con lo striscione “Onore a Benito Mussolini”, gridando “Camerata Mussolini, presente!” con tanto di saluto romano

Come dimenticare poi gli scontri tra Polizia e militanti di Casapound nel 2015, nella zona Nord della capitale, Casale San Nicola, a causa dell’arrivo di 19 migranti nel centro di accoglienza allestito in una ex scuola? In quell’occasione ci fu una sassaiola contro la polizia e infine le cariche. Rimasero feriti 14 agenti.

Insomma, che sia chiaro una volta per tutte: la Polizia di Stato non ha colore politico nè risponde a voleri di partito. La Polizia di Stato rende conto unicamente alla legge.

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