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Erano stati jihadisti in Libia, nella loro prima vita. Sono state diffuse foto e informazioni su di loro. Ne parlano efficacemente Tommaso Fregatti e Matteo Indice in un articolo uscito sul Secolo XIX

“In Italia, a Genova in particolare, prima di sparire all’improvviso dopo che uno di loro aveva compiuto strani sopralluoghi al centro commerciale Fiumara, potevano contare sui soldi incamerati con il traffico di uomini e sulla sponda d’interpreti conniventi.

Gli stessi che, sospetta la polizia, hanno tentato di depistare gli accertamenti per far ottenere il permesso umanitario a fondamentalisti che nel nostro Paese avevano in realtà appoggi e disponibilità economiche.

Quello dei traduttori compiacenti, confermano qualificate fonti d’indagine, è uno dei filoni aperti a margine dell’inchiesta su Moftah Al Sllake, libico che oggi avrebbe 34 anni, e Abdalrhman Ismail, siriano di 23 anni.

 

 

Tuttora ricercati, agli occhi del pm antiterrorismo Federico Manotti facevano parte d’una rete di almeno dieci persone che in Liguria avrebbe dovuto compiere «un attacco», come segnalato in precedenza dall’Fbi alle autorità italiane.

Sono rimasti nel capoluogo ligure per un anno (foto) , tra il 2015 e il 2016, dopo essere stati in Sicilia, Germania, Francia e a Milano, impegnati nell’auto-indottrinamento e nel proselitismo (saranno processati in contumacia, cioè da latitanti di fatto sebbene non abbiano mai saputo d’essere indagati).”

GUARDA LE FOTO PUBBLICATE DA IL SECOLO XIX

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