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“Sbarchi fermi per le elezioni”: i dubbi dell’ex generale

Vincenzo Santo scrive su ReportDifesa: “Non sarà mai che qualcuno da qui riesca a dirigere quel traffico e dopo il 4 marzo farà riprendere quei viaggi della speranza? Mai dire mai”

L’ex generale di Corpo d’Armata Vincenzo Santo, capo di Stato Maggiore delle Forze Nato in Afghanistan insinua un grosso dubbio “Sono giorni che non si sente parlare di gente che sbarca sulle nostre coste o di poveri disgraziati che vengono portati nei nostri porti.

Non ci sono più immigrati. Non sarà mai che qualcuno da qui riesca a dirigere quel traffico e dopo il 4 marzo farà riprendere quei viaggi della speranza? Mai dire mai”.

Le teoria del militare spiegata dal Giornale e Libero “il militare sostiene che “in questi giorni nessuno parte più dal Nord Africa.

Eppure sono tante le navi al largo che aspettano con una coperta e un tè caldo. Ed i barconi non viaggiano sui binari – prosegue Santo -. Forse perchésiamo a ridosso delle elezioni”.

Un sospetto che lo attanaglia e che risulta leggittimo. Infatti, come sottolineano dal quotidiano diretto da Vittorio Feltri, sul Canale di Sicilia,

binario nautico su cui si muovono i barconi dei migranti, tira un vento di scirocco perfetto e il mare e calmo.

 

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Non c’é traccia di neve, quella che sta paralizzando l’Italia. Eppure non arriva nessuno sulle coste italiane.

Nemmeno una barca delle Ong. Dettagli che a Salvo fanno sorgere il dubbio che qualcuno abbia per davvero in mano le redini dell’immigrazione.

“Il relativismo imperante – illustra l’ex capo di Stato Maggiore – ci porta ad essere contenti del fatto che il numero degli sbarchi appaia in diminuzione.

Il vero problema è che devono cessare completamente gli arrivi illegali e che comunque l’immigrazione debba essere controllata e gestita

con maggior senso dello Stato e soprattutto scrollandoci l’ idea che ci vogliono inculcare che sia un fenomeno inarrestabile e ineluttabile”.

 

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E affonda: “L’Italia non ha una strategia si parla di integrazione come scorciatoia alternativa all’assimilazione e c’è il forte sospetto che anche da noi qualcuno auspichi la realizzazione del famigerato piano Kalergi,

quella lucida follia che vuole un futuro a sangue misto, una razza euroasiatica-negroide per sostituire la molteplicità dei popoli”.

Un’integrazione che però deve passare dalle elezioni. E – come sostiene Santo – ha fatto sì che ora gli sbarchi siano fermi.

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