Scacco al clan Lo Russo: 43 arresti. Pizzo da 10mila euro ai narcotrafficanti per vendere droga ad altri clan

Vasta operazione delle Forze dell’Ordine nel napoletano

NAPOLI – Nella mattinata di oggi, uomini della Polizia di Stato e dei Carabinieri, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno arrestato 43 persone ritenute responsabili, a vario titolo di ricettazione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere di stampo mafioso.

Scacco al clan Lo Russo: 43 arresti. Pizzo da 10mila euro ai narcotrafficanti per vendere droga ad altri clan

Le indagini, lunghe e complesse, hanno portato a svelare le numerose responsabilità in seno al clan Lo Russo sugli affari relativi al traffico di stupefacenti “individuando i responsabili dell’intera filiera, dai narcotrafficanti, che hanno operato nell’interesse del clan sfruttando alcuni canali di fornitura esteri, agli spacciatori che si sono occupati della distribuzione al minuto della sostanza”

L’indagine è frutto di ottima sinergia tra i due corpi di polizia: la Squadra Mobile della Questura di Napoli e la Compagnia Carabinieri Napoli Vomero.

Le indagini della Mobile hanno portato ad individuare i alcuni narcos che, oltre a rifprnire le locali piazze di spaccio, pagavano ai Lo Russo quote mensili per cifre che si aggirano attorno ai 10mila euro per poter vendere per conto proprio le sostanze

 

 

Tra gli uomini in manette spiccano i nomi di Salvatore Angelo Miraglia e Damiano Pecorelli, famigliari dei Lo Russo ed indicati dai collaboratori di giustizia usati nell’indagine, come trafficanti con importanti contatti con i cartelli sudamericani di Ettore Bosti, nipote di Patrizio Bosti, legato al clan Contini e che in alcune occasioni avrebbe rifornito Carlo Lo Russo di grossi quantitativi di droga poi finite nelle più note piazze di spaccio del napoletano.

 

Durante le complesse indagini dei Carabinieri, è stata inoltre certificata la partecipazione degli indagati alle attività dell’associazione camorristica “in particolare allo spaccio di droga e ad azioni di fuoco per il controllo o il predominio sul territoriosecondo il Messaggerola custodia e la cura delle armi del clan. Individuate responsabilità e ruoli degli indagati nella gestione di svariate “piazze” per la cessione di cocaina, eroina, marijuana ed hashish

E’ stato inoltre scovato un vero e proprio arsenale pronto a chissà quale strage.

In una borsa, durante un maxiblitz fatto di blocchi stradali, controlli di edifici e perquisizioni certosine sono state trovate “armi oliate ed efficienti e circa 1000 munizioni, un deposito di armi in piena regola pronto ad armare un commando per azioni di fuoco degne di scenari di guerra composto da un kalashnikov, un fucile a pompa, 3 fucili a canne mozze e un sovrapposto, una calibro 45 e una colt mk4, 2 revolver calibro 38 e due pistole semiautomatiche”.

GUARDA IL VIDEO

Una vera e propria armeria dunque. Ma la scoperta non finisce qui. Pare che ci fossero, infatti, anche diversi giubbotti antiproiettile, 2 caschi integrali e passamontagna. L’occorrente rendersi irriconoscibili o proteggersi durante i giri contro eventuali “sconfinamenti”, per intimidire o uccidere chi sfida il clan



Potrebbero interessarti anche