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Non siamo in Pakistan, dove il governo locale di Karachi ha dato vita ad una vera e propria strage di massa, con un piano contro il randagismo, uccidendo per avvelenamento migliaia di cani per le strade.

Quello che sta accadendo a Castellammare sta preoccupando non solo gli animalisti ma le stesse autorità. Infatti negli ultimi tempi si sono registrati numerosi casi di avvelenamento di massa di cani e gatti su tutto il territorio castellammarese sia nelle aree centrali che in quelle periferiche.

Un’area dove le istituzioni sono assenti e poco sensibili al tema del randagismo. Ad oggi, nonostante diversi progetti presentati alle autorità comunali, non è stato realizzato un canile o un rifugio dove ospitare gli animali abbandonati. Sul posto, il problema viene gestito da singoli individui o da vigili più sensibili al tema.

Una rete di volontariato che ha contribuito a ricollocare centinaia di animali, tra cani e gatti, in delle famiglie, nella maggior parte dei casi, nel Nord del paese. Tuttavia, permangono sul territorio retaggi di tradizioni arcaiche che non rispettano la vita degli animali e questo porta a dei veri e propri massacri “fai da te”, compiuti da persone senza scrupoli che utilizzano metodi come l’avvelenamento per sbarazzarsi dei randagi.

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