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Sul caso degli insulti al povero Giuseppe Beolchi, il poliziotto della Stradale deceduto nel gravissimo incidente stradale sull’A1 nella mattinata di mercoledì 20 dicembre, segnaliamo volentieri la nota del Siap di Piacenza

‘Quando l’insulto è una medaglia d’oro’

È successo e succederà purtroppo ancora che ad ogni disgrazia che riguardi il nostro ambiente lavorativo, nonostante ci sia di mezzo una vita umana e lo strazio di una famiglia composta anche da bambini in tenera età,

ci saranno sempre uno o più imbecilli che offenderanno chi non può più difendersi perché ha perso la vita per difendere la sicurezza di tutti, compresi a quella di questi decerebrati.

 

 

Ma, riflettendoci bene, dopo aver visionato il loro profilo, dopo averli guardati e dopo aver scoperto che cosa sono e chi sono, comprendi che questi insulti sono frutto di successi che il nostro mestiere ha portato a termine positivamente,

in quanto quell’odio altro non è che una reazione demenziale di chi, forse, pensa che qualora infrangi la legge e vieni beccato con le mani in pasta, i poliziotti devono lasciarti fare.

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Quegli insulti, quindi, sono spesso effettuati da chi si è visto mettere le manette, da chi si è visto ritirare la patente per aver guidato ubriaco o drogato, da chi ha effettuato violenze sulle donne o su minori, da chi spaccia, da chi ruba ecc .

E allora insultate pure e più siete e più constateremo di aver fatto bene il nostro mestiere. Quando chi insulta è una nullità, l’insulto è una medaglia d’oro.

Sandro Chiaravalloti Siap Piacenza

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