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L’ha maltrattata, picchiata, umiliata e minacciata per almeno 11 anni. E in una circostanza è arrivato persino a ucciderle il gattino di casa lanciandolo contro il muro.

Per i suoi innumerevoli comportamenti violenti ripetuti nel corso del tempo, .F., cittadino russo di 47 anni, residente in città, in via Trento, l’altro giorno è stato condannato a un anno e mezzo di carcere. L’imputato, dovrà anche risarcire la sua ex moglie versandole una somma di 10 mila euro (oltre ai 2.100 euro che dovrà pagare per le spese di parte civile).
La moglie, connazionale di F, è stata maltrattata a partire dal 2000 sino al momento in cui, evidentemente stanca delle percosse e delle umiliazione subite, ha deciso di denunciare il marito, ovvero nel 2011. Gli episodi violenti si sono susseguiti nel tempo e nelle città in cui i due hanno vissuto: da Napoli a Vicenza.

Ed è proprio qui, che nel corso dell’ennesimo eccesso d’ira, il 47enne ha preso il cucciolo di gatto sbattendolo addosso il muro e uccidendolo. Ma a quanto pare F. ne aveva per tutti, in primis per la moglie che almeno in una circostanza, dopo essere stata intimidita a suon di offese, botte e minacce, è stata anche incappucciata con un sacchetto di plastica.

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