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Il farmaco si è rivelato efficace anche per la sclerosi multipla primariamente progressiva per le quali non c’era finora una cura: la malattia peggiora nel tempo e rappresenta circa il quindici per cento di tutti i casi.

Per i soggetti affetti da questa patologia è stato allestito lo studio Oratorio, con più di settecento pazienti sottoposti a trattamento con Ocrelizumab per due anni. Al termine si è riscontrato che la terapia riduce del 24% il rischio di progressione della disabilità clinica confermata dopo almeno 12 settimane.

Ocrelizumab ha inoltre ridotto del 18% rispetto a placebo il tasso di perdita di volume cerebrale, valutato in un periodo di 120 settimane. Lo sforzo per testare il farmaco è stato immane: gli studi hanno coinvolto oltre trecento strutture in quaranta paesi e sono costati più di un miliardo di dollari.

Le tempistiche per il rilascio in commercio però non sono immediate a causa dei lunghi iter di approvazione: ci vorrà almeno un anno prima che Ocrelizumab sia utilizzabile.

Roma, 9 marzo 2016

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