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Diversi agenti restarono feriti. Colpirono in quei giorni le immagini crude
delle gravi ferite procurate a un poliziotto diffuse dai sindacati di polizia. Nella stessa manifestazione divenne nota una maestra immortalata dalle telecamere mentre urlava: “Vigliacchi, mi fate schifo, dovete morire”. La frase, rivolta agli agenti, le era costato l’allontanamento dalla professione. Gli aggiornamenti rispetto un altro fronte di quella vicenda sono arrivati in queste ultime ore. E’ infatti terminato con cinque assoluzioni a Torino il processo per gli incidenti del 22 febbraio 2018 durante una corteo contro una iniziativa elettorale di Casapound. La procura aveva chiesto condanne superiori ai tre anni di reclusione.

Casapound aveva organizzato un incontro in un hotel. Quando il corteo si avvicinò alla zona ci furono incidenti con le forze dell’ordine. Alcuni agenti rimasero feriti.

Durante il corteo antifascista, organizzato dai centri sociali – scrive in un articolo di queste ore il sito repubblica.itsi erano verificati scontri e lanci di petardi contro le forze dell’ordine. Sei agenti erano rimasti feriti, colpiti dalle schegge di legno, e sulle prime la questura aveva ipotizzato che potesse trattarsi di ordigni artigianali confezionati con l’intento di alzare il livello della tensione. “Del lancio di bombe carta di questo tipo non c’è traccia negli atti processuali”, precisa l’avvocato difensore. Le indagini avevano attribuito agli indagati accuse di resistenza, lesioni e uso di artifizi pirotecnici. Ma secondo il tribunale le prove a loro carico non erano sufficienti e stamattina sono stati assolti per non aver commesso il fatto. L’unica condanna a un anno di carcere è quella a un brasiliano che è stato visto mentre lanciava delle bottiglie verso il cordone delle forze dell’ordine.

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Alcuni degli arrestati erano stati sottoposti a periodi di cusodia cautelare in carcere lunghi. In particolare aveva fatto scalpore il caso di un ragazzo legato al centro sociale Askatasuna, ora assolto: dopo tre mesi di carcere aveva ottenuto gli arresti domiciliari con il vincolo del braccialetto elettronico, ma nonostante quel provvedimento il giovane era rimasto in cella ancora per diversi giorni poiché i braccialetti erano esauriti.

 

Di diverso avviso – si legge su un articolo del Corriere della Sera – è il segretario del siap Pietro di Lorenzo che a differenza dell’avvocato denuncia l’uso di bombe carta: “erano piene di pezzi di ferro e chiodi, siamo andati molto vicini alla morte di un poliziotto colpito a una gamba, ma ora non ci sono colpevoli e tutto finirà nel dimenticaroio. E’ un pessimo segnale per una città ancora provata”

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