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SOS1306064Palermo, 31 luglio 2013 – Pagati 2-3 ora l’ora, senza contratto, senza contributi. Queste le condizioni di lavoro in un call center scoperto a Palermo da Guardia di finanza, Ispettorato provinciale del lavoro, Inps e Inail. Trentasette lavoratori, di età compresa tra i 19 e i 50 anni, addetti alle vendite di depuratori d’acqua, con un fittizio contratto “a progetto”, basato sulla vendita di un quantitativo minimo di prodotti da garantire ogni bimestre.

Il titolare del call center, avviato il 3 maggio dell’anno scorso, a ciascun dipendente all’atto del reclutamento forniva o chiedeva che si procurasse una carta prepagata sulla quale poi venivano versati gli stipendi in nero: in media circa 350 euro mensili.

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Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire l’erogazione di somme per un ammontare superiore agli 80mila euro in sei mesi. I lavoratori, però, non ricevevano lettera di assunzione, né sottoscrivevano un regolare contratto di lavoro o quietanze di pagamento, percependo una retribuzione oscillante tra i 2 e i 3 euro per ogni ora trascorsa davanti a un computer, con cuffie collegate a una postazione telefonica.

Tale sistema ha consentito all’imprenditore di aggirare i contratti nazionali di settore risparmiando oltre 40mila euro, e di ottenere illeciti risparmi in termini di contribuzione assistenziale e previdenziale.
Infatti, per le 2.400 giornate lavorative ricostruite dai finanzieri il titolare avrebbe dovuto versare contributi pari a 20 mila euro. Adesso rischia sanzioni da 72.725 a 644.330 euro.  (rainews)

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