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Due grandi scritte minatorie realizzate con vernice spray di colore nero sono state rinvenute questa mattina sul recinto metallico del cantiere del presepe in costruzione in piazza Duomo. Le frasi sono seguite dalla A cerchiata, il simbolo del movimento anarchico. Ad accorgersi è stato l’arcivescovo Michele Seccia, mentre usciva dall’Episcopio per andare a celebrare la messa al Santuario San Filippo Smaldone. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli agenti della Digos. Le scritte sono state rimosse dagli operai della ditta incaricata dell’allestimento.

“Se nelle scuole universita’ piazze e biblioteche si proiettassero documentari e si raccontasse ai giovani la storia di quanti hanno perso la vita indossando la divisa per tutelare la sicurezza della brava gente tutto questo non accadrebbe. Nessuno scriverebbe sui muri ‘piu’ sbirri morti’ . Cosi’ Stefano Paoloni segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia commenta le scritte contro le Forze dell’Ordine apparse a Lecce sulle transenne del cantiere di un presepe in allestimento. Sta diffondendosi una cultura di odio contro le Forze dell’Ordine senza precedenti.

Chi si rende autore di queste scritte mostra uno scarso senso civico ed e’ poco propenso alla legalita’. Per questo motivo – prosegue Paoloni – presenteremo un esposto contro ignoti alla Procura competente affinche’ questa faccia luce sull’accaduto identificando gli autori. Realizzare scritte d’odio cosi’ grandi nel cuore di una citta’ indisturbati e’ indice di un qualcosa che non funziona. il segnale – conclude Paoloni – che si sta diffondendo un messaggio sbagliato. Le divise non sono nemiche da combattere ma sono alleati di tutti i cittadini”

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