“Se le cose vanno male tra due settimane si richiude tutto. L’emergenza non è finita”

Ipotesi di nuova chiusura totale?

A lanciare l’allarme è Walter Ricciardi, cioè il consigliere del ministro alla Salute Roberto Speranza (riunioni Comitato tecnico scientifico)

L’allentamento delle misure del lockdown ed i suoi futuri effetti saranno le grandi osservate. La conferma arriva nel corso di un’intervista a Repubblica.

“Non è ancora finita. Dobbiamo avviare un cambiamento culturale per convivere con il coronavirus. Restiamo in una fase rischiosa, anzi certe regioni sono ancora in piena fase 1”, ha spiegato Walter ricciardi. In circa due settimane, la situazione dovrebbe essere più chiara: ovvero il tempo necessario all’incubazione del virus.

“il tempo dell’incubazione ma anche dello sviluppo dei primi casi secondari. In quei 15 giorni si vedrà se la malattia torna a diffondersi in modo esponenziale”

L’esperto sottolinea che il virus “si sta specializzando. Ha imparato da alcuni errori dei suoi predecessori. Si diffonde, diversamente ad esempio della Sars, grazie agli asintomatici, quindi prima che la malattia si manifesti, ai lievemente sintomatici, ai casi conclamati e anche a chi è guarito clinicamente, cioè non ha più alcun problema di salute. Non tutti hanno capito che bisogna aggredire complessivamente questi quattro stadi per non farlo circolare”.

Il parere di Gianni Rezza e Massimo Galli

Sulla stessa linea sembra essere il professore Massimo Galli, primario di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano “Se non stiamo attenti dopo la riapertura dovremmo richiudere: sarebbe il disastro”

 

 

E sull’eventualità di una seconda chiusura si è espresso anche Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) durante la trasmissione Agorà, su Rai Tre. “Dobbiamo mantenere comportamenti responsabili e agire tempestivamente nel contenere i focolai sul territorio. Convivere col virus significa anche continuare a combatterlo”.