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Ma segnalare un posto di blocco è reato? Ce lo avete scritto dopo la pubblicazione della notizia, arrivata dall’Astigiano, della denuncia di 23 persone che, attraverso una chat, segnalavano i posti di blocco.

Segnalare, con i lampeggianti, la presenza di un’auto della polizia, dei carabinieri, un posto di blocco o, ancora, un autovelox, al fine di avvisare gli automobilisti provenienti dal senso opposto di marcia della possibilità di un controllo, costituisce una semplice violazione del codice della strada e, dunque, un illecito amministrativo, ma non un reato. Quindi, chi viene colto a segnalare coi fari un posto di blocco o un autovelox è soggetto a una comune multa come quella per la violazione dei limiti di velocità.

Il codice della strada [1], infatti, individua tutti i casi in cui è possibile usare i dispositivi luminosi (ossia i fari abbaglianti e anabbaglianti), escludendone l’impiego per tutto ciò che non è previsto dalla norma. Difatti, l’ultimo comma dell’articolo 153 del codice stradale stabilisce che chiunque “usa impropriamente i dispositivi di segnalazione luminosa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168”. Tra questi usi impropri vi è anche la segnalazione della presenza del posto di blocco o di autovelox. Del resto, è bene ricordare che sono fuorilegge anche i navigatori satellitari e tutte le app che avvisano il conducente della possibile presenza dell’autovelox.

Se la polizia si accorge di un conducente che sta segnalando agli altri mezzi, provenienti dal senso opposto della carreggiata, la presenza di un posto di blocco o un autovelox o altri dispositivi di controllo elettronico della velocità (si pensi al photored), lampeggiando con i fari, gli può contestare immediatamente la contravvenzione, fermandolo e multandolo. Quando invece l’arresto dell’auto è impossibile da eseguire perché pericoloso per la circolazione (si pensi al caso della volante che, a tal fine, dovrebbe fare un’inversione di marcia o mettersi all’inseguimento del trasgressore), le autorità possono potrebbe annotare il numero della targa del trasgressore e notificargli la multa a casa. La notifica deve avvenire entro 90 giorni da quello in cui l’illecito è avvenuto.

Il conducente può impugnare la multa per aver segnalato coi lampeggianti la presenza della polizia, ma difficilmente avrebbe gioco facile nel negare di aver commesso il fatto, in quanto dovrebbe dimostrare il contrario, cosa tutt’altro che facile. Senza contare che gli accertamenti dei poliziotti che non sono frutto di valutazioni personali – come nel caso di specie (essi si limitano, infatti, a documentare un fatto storico avvenuto alla loro presenza) – possono essere impugnati solo con querela di falso, ossia un procedimento lungo, difficile e costoso. Il che significa, peraltro, che il gioco potrebbe non valere la candela.

fonte: La Legge per tutti

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