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Padova – Sono state depositate le motivazioni della sentenza che il 15 dicembre scorso ha assolto il carabiniere Marco Pegoraro dall’accusa di eccesso colposo di legittima difesa. Si tratta del caso di Mauro Guerra, 32enne di Carmignano Sant’Urbano, rimasto ucciso il 29 luglio del 2015 mentre cercava di scappare da un Tso non autorizzato, e di liberarsi da un altro militare che lo aveva ammanettato. Di seguito l’articolo apparso sul Gazzettino in data 15 Marzo 2019

Guerra venne ucciso da un colpo di pistola sparato da Pegoraro, che temeva per la vita del collega che aveva reggiunto e ammanettato Mauro Guerra ma l’uomo – dalla corporatura alta e massiccia, un ex buttafuori – si era ribellato, e stava colpendo con pugni violenti il vicebrigadiere, provocandogli ferite gravi (frattura cranica e sei costole spezzate). Nel vedere il collega soccombere, in una maschera di sangue, il collega Pegoraro ha sparato per fermare il massacro e ha ucciso Mauro. Nel ritenere giustificata l’azione di Pegoraro nei confronti di Guerra (la sentenza ha infatti assolto il carabiniere dall’accusa di omicidio “perché il fatto non costituisce reato”, il giudice Raffaele Belvederi ha tuttavia evidenziato che i carabinieri avevano intrapreso nei confronti di Mauro Guerra un trattamento non autorizzato, ovvero un «atto del tutto illegittimo».

«Indubbiamente Mauro Guerra ha inteso difendersi verso quella che lui percepiva essere una indebita compromissione della sua libertà personale. In effetti è da ritenere che tutto l’inseguimento per i campi, nonché i tentativi di immobilizzazione della persona offesa, siano state condotte del tutto arbitrarie ed illegittime».

I tratti salienti della sentenza sono stati commentati oggi dai legali della famiglia Guerra, Fabio Pineli e Alberto Berardi. I militari – spiega ancora la motivazione – avrebbero posto in essere un «grave tentativo di stordimento del Guerra (in quel momento libero cittadino), attraverso la somministrazione occulta di una dose di tranquillante». «Ci chiediamo – affermano gli avvocati – se a fronte di questa rappresentazione dell’Autorità giudiziaria, di un intervento così illegittimo da parte dei Carabinieri, sia non solo condivisibile, ma addirittura accettabile, una sentenza di assoluzione».

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