Seppelliscono la figlia, poi scoprono che non è la loro. E’ giallo

SASSARI. Ricorda ancora molto bene quel terribile 4 novembre dello scorso anno quando, sopraffatta da un dolore «difficilmente spiegabile», aveva accompagnato in cimitero la sua bambina partorita senza vita alla diciottesima settimana di gravidanza. Sorretta dal marito che, come lei, allora e nei giorni a seguire ha versato fiumi di lacrime.

«E proprio quando ci stavamo riprendendo da questo grande dolore riceviamo la lettera dell’ospedale civile…». Il testo li lascia sbigottiti, a dir poco: «Dovete ritirare il feto conservato nella cella frigo della camera mortuaria». «Quale feto? – si chiedono immediatamente – Abbiamo già seppellito sei mesi fa la nostra bambina. Di chi parlano?». Da lì la decisione di rivolgersi alla magistratura.