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I colleghi ad attenderlo in divisa formando un lungo corridoio per il giorno dell’ultimo saluto.

Una chiesa gremita dai tanti amici con cui scambiava chiacchiere e risate. Il figlio che sostiene la madre adesso vedova con accanto l’altra figlia. E un silenzio incredulo, di rispetto ma anche di rabbia: morire nel 2019 per il maltempo mentre si va al lavoro è un destino difficile da accettare.

Chiesa madre di Rosolini gremita per l’ultimo saluto a Giuseppe Cappello, l’agente penitenziario di 52 anni travolto dal fango venerdì notte mentre andava a lavorare al carcere di Noto. Nonostante il maltempo, c’era un turno da onorare con quella divisa che indossava con orgoglio e riconoscenza. Divisa che lo ha accompagnato anche nel suo ultimo viaggio.

n prima fila la moglie e i due figli, ancora sorpresi, ma anche il sindaco di Rosolini Pippo Incatasciato, il quale ha proclamato il lutto cittadino. Presente anche una rappresentanza del Comune di Noto.

A celebrare il vescovo di Noto mons. Antonio Staglianò, il quale ha avuto parole di incoraggiamento verso la famiglia ma si è augurato che tragedie del genere non lascino chi di dovere fermo davanti ai propri ruoli istituzionali.

Poi solo lacrime, silenzio e un cielo grigio come l’umore di tutta Rosolini per un suo figlio strappato troppo presto alla vita. (siracusanews)

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