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Il Primo ok dalla Camera alla proposta di legge sulla cosiddetta mini naja e datat lo scorso Marzo ed avviava un progetto sperimentale concentrato su percorsi formativi in ambito militare – su base volontaria – di sei mesi rivolti a giovani italiani. Il testo, approvato a Montecitorio con il solo voto contrario di Leu, ora passa al Senato.

Di cosa si tratta – La mini naja dovrebbe svuilupparsi su corsi e-learning, sull’esperienza di permanenza nelle strutture formative delle Forze armate, nelle caserme, lo studio della disciplina e dei valori di cittadinanza, difesa della patria

I requisiti – I giovani che vorranno prendere parte all’esperienza, come semore in questi casi non dovranno avere precedenti penali e godere dei diritti politici. Non dovranno essere stati giudicati di delitti non colposi. Potranno partecipare i giovani dai 18 ai 22 anni con cittadinanza italiana

La formazione – La formazione durerà sei mesi , la frequenza non verrà retribuita ma farà maturare crediti universitari e titoli per la valutazione ad ufficiale di complemento, si articola in corsi di studio in modalita’ e-learning, ma anche con la permanenza presso le strutture formative, operative e addestrative delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri.

I giovani avranno dunque sei mesi a disposizione per conoscere da vicino e soprattutto vivere le istituzioni preposte alla protezione nazionale. Il percorso formativo offrirà conoscenza approfondita del tema relativo all’evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’ambito delle Forze armate

I contrari – Ma non tutti sono soddisfatti di questa iniziativa. Dalle colonne di “Democratica”, Luigi Bobba pone alcune riflessioni interessanti. Ad esempio, un allargamento anche al campo del Servizio civile. E per fare questo, secondo il giornalista “Sarebbe stato sufficiente richiamare una recente esperienza della Provincia autonoma di Trento, nella quale è possibile, per i giovani dai 16 ai 18 anni, partecipare durante l’estate ad un’esperienza strutturata di impegno civico e volontario”

La finalità è ben evidente: comprendere e capire quali sono, all’atto pratico, le responsabilità di ogni cittadino verso la propria comunità e la collettività in generale. Una proposta interessante potrebbe essere anche quella di introdurre una sorta di “alternanza scuola/servizio civile”  riconosciuta con crediti formativi, nel curriculum di studi degli studenti.

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