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Ancora una volta, questa sera, L’Aquila ricorda con una fiaccolata le 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Sono passati sette anni dalla scossa che abbatté la città, alle 3,32 del mattino. Il corteo, promosso dai familiari delle vittime che saranno alla sua testa, partirà questa sera intorno alle 22 da via XX Settembre, a ridosso del tribunale recentemente ristrutturato.

Ore 3,32: le immagini di sette anni fa​ – FOTO

Secondo quanto annunciato dal sindaco Massimo Cialente, parteciperà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti. Non ci sarà, invece, il sottosegretario all’Economia con delega alla ricostruzione Paola De Micheli, diventata mamma di Pietro lo scorso 30 marzo. Presente Francesco Tronca, commissario di Roma Capitale e alcuni sindaci d’Italia. “Ringrazio il Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, prefetto Francesco Antonio Musolino, e il Capo del Corpo, ingegner Gioacchino Giomi – afferma il sindaco – per il valido supporto che i Vigili del Fuoco hanno voluto fornire al Comune dell’Aquila, offrendoci la trasmissione in diretta della Fiaccolata di commemorazione delle vittime del sisma, nel settimo anniversario di questa immane tragedia”.

Tra C.a.s.e e Map ancora 8.351 assistiti

“Invito tutte le cittadine e tutti i cittadini aquilani a partecipare, alla Commemorazione delle 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009. Una tragedia che ha continuato a uccidere, peraltro, oltre quella drammatica notte”, ha detto il sindaco. “Su ww.comune.laquila.it– spiega il primo cittadino – sarà possibile seguire la Fiaccolata, a partire dalle 22. Un modo per consentirne la visione a tutti, compresi coloro che sono impossibilitati a partecipare. Un’iniziativa che ha richiesto un grande impegno da parte dei vigili del fuoco e una soluzione tecnologica di grande complessità. Un ennesimo motivo di gratitudine e riconoscenza per i vigili del fuoco, gli ‘angeli del terremoto‘, che hanno contribuito a salvare tante vite umane, recuperando dalle macerie moltissime persone, e sostenendo in ogni modo la popolazione all’indomani del sisma. Un grazie, dunque – commenta Cialente – a questi eroi per i meriti di ieri e di oggi”. Il corteo risalirà lungo via XX Settembre, sfilando davanti a molti dei luoghi simbolo della tragedia, in primis la Casa dello studente sotto le cui macerie morirono 8 ragazzi. Una sorta di “via crucis” davanti agli edifici crollati. A mezzanotte è previsto l’arrivo in piazza Duomo dove verranno letti i nomi delle 309 persone scomparse. A mezzanotte e mezzo nella chiesa di San Giuseppe Artigiano (via Sassa), Santa Messa in suffragio delle vittime del sisma presieduta dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi. All’una e quarantacinque, nella Cappella della Memoria (Piazza Duomo), Veglia di Preghiera “Aspettando le 3.32”. Alle 3.32 in piazza Duomo ascolto dei 309 rintocchi della campana della chiesa di Santa Maria del Suffragio. Per il settimo anniversario del sisma sono stati organizzati diversi eventi religiosi e culturali, iniziati già il 3 aprile che si concluderanno domenica 10 al Casale di Murata Gigotti di Coppito con “Pietre d’anima. Musica e parole per ricominciare” seconda edizione, a cura della locale Pro Loco. Il motto delle commemorazioni per tutti gli eventi sarà un verso tra i più profondi della poetessa Alda Merini: “Ma da queste profonde ferite usciranno farfalle libere”.
Cialente con un’ordinanza ha proclamato per il 6 aprile lutto cittadino. Il documento prevede “l’esposizione delle bandiere, negli edifici pubblici, listate a lutto, per non dimenticare – si legge nel provvedimento – e per contrassegnare quanto è ancora vivo e presente in ciascuno il dolore per le tante vite cadute sotto le macerie del sisma”. Disposto, inoltre, il divieto “nelle vie e nelle piazze del luogo di svolgimento delle iniziative programmate dall’amministrazione comunale, di tutte le attività che possono intralciare l’afflusso delle persone e il contestuale divieto delle attivita’ ludiche e ricreative in contrasto con il carattere luttuoso della ricorrenza” In segno di lutto e in ricordo delle vittime del sisma, gli esercizi commerciali e i locali pubblici resteranno chiusi dalle 9.30 alle 11.30. Cialente invita tutti i cittadini e le organizzazioni sociali, culturali e produttive, nonché le altre pubbliche amministrazioni, a partecipare alle iniziative oltre a esprimere la propria partecipazione in ricordo delle vittime. Un invito particolare è rivolto ai dirigenti scolastici, affinché promuovano iniziative di riflessione “per non dimenticare negli istituti di istruzione di ogni ordine e grado”. La polizia municipale presiederà agli eventi programmati in alta uniforme, scortando sui luoghi di svolgimento degli stessi il Gonfalone comunale.

Il processo a Bertolaso
E non è stata ancora messa la parola fine alla vicenda giudiziaria principale scaturita dal terremoto. Dopo il recente pronunciamento della Corte di Cassazione (20 novembre 2015) con la condanna a due anni per omicidio colposo e lesioni colpose gravi dell’allora vicecapo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis e l’assoluzione dei sei membri della Commissione Grandi Rischi che parteciparono alla riunione all’Aquila una settimana prima del violento terremoto quando il “messaggio mediatico” da far passare era quello di rassicurare i cittadini, l’attenzione si è spostata sul processo“Grandi rischi bis”, ancora in corso, che vede imputato con le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni l’ex capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, candidato a sindaco nel Comune di Roma. Su questo processo pesa però ilrischio prescrizione, prevista per ottobre. Per questo motivo i rappresentanti di diversi comitati di cittadini, in particolare quelli composti dai familiari delle vittime del sisma, hanno lanciato una raccolta firme per chiedere all’imputato di sottoscrivere entro domani un documento di rinuncia alla prescrizione, così come lo stesso ex numero uno della Protezione civile ha più volte sostenuto pubblicamente. L’udienza dibattimentale è stata aggiornata al 21 giugno.

21 miliardi per ricostruzione pubblico-privata

Cantieri aperti fino al 2022 – FOTO
Sulla Grandi Rischi pende in sede civile un procedimento per il quale una trentina di parti civili, hanno avanzato richieste risarcitorie complessive per 40 milioni di euro. Passando ai crolli dei singoli edifici, pubblici e privati (nella maxi-inchiesta portata avanti dai pm Fabio Picuti e Roberta D’Avolio, sono stati esaminati 220 edifici) è senza dubbio l’arresto del preside del Convitto nazionale dell’Aquila, Livio Bearzi (dove a seguito del terremoto sono morti 3 ragazzi minorenni) dopo che la sentenza è passata in giudicato, l’importante svolta a sette anni di distanza dai tragici accadimenti. Il preside che ha riportato anche la condanna dell’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, si trova attualmente affidato ai servizi sociali, in attesa che il Capo dello Stato si pronunci sulla Grazia avanzata da alcuni parlamentari non solo del Friuli Venezia Giulia (luogo di origine ma anche di lavoro del preside dopo i fatti dell’Aquila) ma anche del capoluogo abruzzese. Altro edificio “simbolo” del terremoto dell’Aquila, quello della Casa dello Studente, dove morirono 8 universitari. In Appello i quattro imputati, tre tecnici responsabili della ristrutturazione del palazzo avvenuta nel 2000, un quarto che aveva la competenza del controllo per conto della Regione Abruzzo, proprietà dell’edificio, sono stati condannati. Sul crollo della Casa Studente c’è una citazione che chiama in causa la Regione e l’Azienda per il diritto agli studi per un risarcimento di quasi sei milioni. Secondo le parti civili la Regione era al 6 aprile 2009 l’ente proprietario dell’immobile; pertanto è responsabile per aver omesso di eseguire opere di manutenzione, ristrutturazione e adeguamento strutturale dell’edificio; è responsabile per aver consentito l’esecuzione di opere che hanno ulteriormente aggravato la stabilità e reso più fragile l’edificio; è responsabile per aver omesso di eseguire controllo e vigilanza sull’edificio di cui aveva la custodia e, comunque, in quanto ente proprietario è responsabile per il crollo. Secondo i legali delle parti civili anche l’Azienda per il diritto agli studi universitari sarebbe responsabile dei danni causati alle vittime e ai loro congiunti, in quanto anch’essa custode con la Regione, quindi è responsabile per aver omesso di eseguire opere di consolidamento statico, per non aver rispettato gli obblighi di garanzia, di protezione e di controllo.

In ricostruzione anche infiltrazioni malavitose
Sul fronte delle indagini post sisma, i giudici della Corte d’Appello hanno recentemente confermato la condanna a un anno di reclusione (con i benefici di legge) per il professor Mauro Dolce, in relazione alla frode nelle pubbliche forniture degli isolatori sismici installati nel Piano C.a.s.e. su 4.500 alloggi antisismici realizzati per gli sfollati. Dolce, responsabile del procedimento di realizzazione del Progetto Case, fu condannato dal giudice con rito abbreviato celebrato durante l’udienza preliminare nella quale fu disposto, contestualmente, il rinvio a giudizio a carico di altri due imputati, Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del Progetto Case, e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici degli isolatori sismici, la Alga spa. La vicenda prese le mosse dalla denuncia di una delle ditte escluse dall’appalto. Nella fase delle indagini preliminari alcuni degli isolatori sismici smontati dalle palazzine per essere appositamente testati in un laboratorio di San Diego in California, si erano spezzati. Dopo oltre un anno è arrivata sempre di recente a definizione, con 36 indagati, l’inchiesta sul crollo di un balcone di un alloggio delle palazzine antisismiche della new town di Cese di Preturo, una delle 19 del Progetto Case, il mega-insediamento realizzato dopo il terremoto per dare un tetto a oltre 16 mila aquilani. Le indagini sono scattate nel 2014 quando un balcone si è staccato dal secondo piano “per difetti di costruzione e utilizzo di materiale scadente” cadendo su quello sottostante. Le accuse, a vario titolo, sono di crollo colposo, truffa in pubbliche forniture e una serie di falsi. Dopo il crollo sono stati sequestrati circa 800 balconi in legno in 494 appartamenti in tutto il territorio aquilano. Quello coordinato dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio è uno dei filoni più attesi negli ultimi tempi visto che tra gli indagati che ora rischiano il processo ci sono tutti coloro che sono stati coinvolti nella filiera produttiva, autorizzativa e di controllo: funzionari della Protezione civile, stazione appaltante del Progetto Case, del Comune dell’Aquila, la commissione di collaudo, tecnici che hanno redatto le certificazioni dei materiali e i rappresentanti delle ditte che hanno realizzato cinque delle 19 new town, tutte fallite, e di quella fornitrice del legno. (AGI)

Fonte Agi

Roma, 06 aprile 2016

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