Sgominata cellula jihadista in pieno centro a Venezia

Le persone coinvolte, una delle quali minorenni, vengono dal Kosovo. Hanno esultato dopo l’attacco di Londra e pensavano di fare qualcosa di simile in Italia. Da internet hanno scaricato materiale di propaganda e tecniche di combattimento col coltello. Qualcuno di loro voleva andare in Siria

Dopo l’attentato a Westminsterdel 22 marzo, li hanno sentiti al telefono esultare. Polizia e Carabinieri stavano intercettando il gruppo di kosovari da mesi, e già avevano raccolto evidenze sull’intenzione di alcuni di andare in Siria a combattere con le milizie islamiste. L’attacco terroristico a Londra e i commenti entusiasti che ne sono seguiti, hanno imposto agli investigatori l’intervento immediato.

Anche perché il gruppo, di fronte alla notizia dell’uccisione da parte di Khalid Masood di tre passanti e un poliziotto, aveva manifestato l’intenzione di “fare qualcosa di simile anche a Venezia”. Probabilmente nel punto di maggiore interesse turistico, come il Ponte di Rialto.

Progettavano un attentato, dunque. Hanno scaricato da Internet manuali di combattimento corpo a corpo che comprendevano anche le tecniche dell’uso dei coltelli. A che livello di preparazione fosse il piano, però, non è ancora chiaro.

Sono state eseguite 12 perquisizioni (dieci nel centro storico di Venezia, una a Treviso e una a Mestre) e alle 11.30 il procuratore capo di Venezia Adelchi D’Ippolito fornirà alla stampa ulteriori dettagli sull’indagine che ha portato all’arresto di tre adulti e al fermo di un minorenne.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche