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Era detenuto per violenza sessaule l’africano accusato di aver aggredito una poliziotta

Paura alla Dogaia nella mattina di Mercoledì 11 aprile, dove un’agente, una ispettrice della polizia penitenziaria è stata aggredita da un detenuto di origine africana incarcerato per violenza sessuale

Secondo quanto riferisce la Funzione pubblica Cgil ripresa dal Tirreno, il detenuto avrebbe preso per il collo la donna tentando di strangolarla. Grazie al pronto intervento degli altri agenti è stato evitato il peggio.

Il sindacato ci tiene a sottolineare che “presso il carcere pratese sono rinchiusi decine di detenuti considerati comuni ma in realtà con gravi problemi psichiatrici. Questo vuol dire che devono conivere ed essere gestiti con la restante popolazione detenuta.

E’ impensabile oltre che pericoloso che gli stessi possano essere governati con le stesse risorse professionali e materiali. Da anni denunciamo questo fenomeno e invano assistiamo a questo stillicidio nel silenzio più assordante delle istituzioni”.

 

 

Sul grave episodio di violenza interviene anche il Sindacato Sappe. Donato Capece, che ne è segretario generale, così si è espresso

“Lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti – lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività – è controproducente perché li lascia nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti”,

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