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Il colonnello Massimiliano Giua, comandante provinciale della Guardia di Finanza si è tolto la vita.

Sono state due coppie di turisti tedeschi ad accorgersi del corpo ormai senza vita del colonnello: era per terra in un lago di sangue, di fronte a una panchina, la sua Audi parcheggiata poco distante.

I turisti hanno dato l’allarme al 112 e a Punta Telegrafo, ben oltre il Convento dei frati passionisti, sono arrivati per primi i carabinieri.

Pochi minuti dopo, quasi con la stessa velocità di quel proiettile sparato con la pistola d’ordinanza, la notizia è arrivata al comando della guardia di finanza.

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Da lì sono partite subito diverse auto per l’Argentario. Giua si sarebbe ucciso con un colpo di pistola sparato dalle armi di ordinanza.

Il colonnello avrebbe lasciato delle lettere indirizzate ai suoi familiari.

Nato a Francoforte sul Meno in Germania nel 1970 il colonnello Giua è entrato nell’accademia della Guardia di Finanza nel ottobre 1989 ed ha frequentato il corso superiore di Stato Maggiore interforze nel 2009.

Ha prestato servizio con incarichi di comando presso reparti operativi di Trani, Roma e Torino.

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Il colonnello Massimiliano Giua

 

Si è insediato a Terni all’inizio di settembre dello scorso anno, dopo aver prestato servizio per 4 anni a Grosseto. Si sarebbe dovuto sposare nelle prossime settimane.

Il colonnello Giua era giornalista pubblicista e a Grosseto aveva tenuto corsi per gli iscritti all’Ordine.

Da un anno era stato trasferito a Terni dove aveva portato a termine con i suoi uomini l’Operazione Spada: la Procura umbra aveva indagato il sindaco e parte della giunta.

Vicino al corpo del colonnello sarebbero state trovate alcune lettere che sono ora al vaglio degli investigatori.

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