Siamo persone normali

1005446_10153051223370724_554434286_nQuello che pubblichiamo non è un “pezzo” nel senso più classico del termine. Ma è forse uno dei più bei pezzi che sull’argomento siano mai stati scritti. L’autore ha voluto firmarsi “uno dei pochi rimasti”. Interpretiamo noi: uno dei pochi rimasti a crederci nonostante una vita “strana”, fatta di sacrifici, contraddizioni e paradossi, ma anche soddisfazioni, valori, rischi ed emozioni. Fatta di posti normali e conosciuti. Ma anche di posti che… tanto normali non sono.

“…e d’altra parte il primo ad apprezzare il sicofante è proprio colui che a parole lo disdegna. Nel caso specifico, chi sembra a tutt’oggi vergognarsi di dire evidenti eresie come, ad esempio, che la guerra è bella ma scomoda (e c’è anche il rischio di farsi male, come diceva Paolo Monelli), chi non riesce a rompere, con i fatti del suo operato, la trita litania di stereotipi (mamma e core, accarezzatori di bimbi, povere anime che devono pagare il mutuo), chi non è stato là fuori se non per il breve giro organizzato (manca solo il cartello “non date da mangiare agli animali”) e non ha visto la polvere, i radi cespugli, gli elicotteri che arrivano bassi sollevando nuvole di sabbia che si infila dappertutto (ho già detto e confermo che, personalmente, ho scoperto la presenza, nella mia anatomia, di angoli dove si può infilare della polvere di cui non immaginavo l’esistenza). Chi non ha scrutato il cielo in attesa del CH-47 che porta i rifornimenti o riporta alla base il plotone da qualche posto dal nome impronunciabile. Chi non si è trovato in un VERO scontro e non ha sentito nell’aria l’odore di uova marce della polvere da sparo e nel petto il cuore che pompa a 1,000,e poi, tornato alla base non ha sentito la puzza del suo sudore e quello della biancheria mal lavata di un’intera compagnia.
Chi fa il giro allo Zoo Safari di Herat o di Farah o di BMG, e chi glielo fa fare, sembra si vergogni di dire che quando hai la gola secca e la bocca che sa non diciamo di cosa, ti lavi i denti con dell’acqua che sa di cloro o, meglio, con del cloro che sa di acqua. Che hai la pelle irritata dagli indumenti sudati, e i piedi bollenti e gonfi perché sempre da gli scarponi dopo un po’ ti vanno stretti anche se li hai presi di 2 taglie più grandi, che hai un cerchio alla testa a causa dell’elmetto, e un ginocchio dolorante perché scendendo dal “LINCE” lo hai sbattuto contro la portiera, e che la somma di tutte le beatitudini è la prospettiva di farsi 50 metri fino alle docce, sperando che sia rimasta un po’ d’acqua calda. Ma è così difficile ritrarci per quello che siamo?
PERSONE NORMALI, CHE CONTINUANO A COMPIERE COSCIENZIOSAMENTE IL PROPRIO DOVERE, FACENDO COSE CHE MAGARI TANTO NORMALI NON SONO IN AMBIENTI E SITUAZIONI CHE SONO ANCOR MENO NORMALI?

Se siete arrivati fin qui e non mi avete ricoperto di insulti, grazie”.

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