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SOS1308108Lampedusa, 12 ottobre 2013 – Ennesima tragedia a a circa 70 miglia a sudest di Lampedusa, in acque maltesi: un barcone di immigrati si e’ inabissato e il bilancio e’ drammatico con 206 naufraghi e 34 corpi senza vita recuperati. Lo afferma la Marina militare impegnata sin da subito nelle operazioni di soccorso. Nella notte, intanto, individuato un altro Gommone a 80 miglia a Sud Est da Lampedusa, dove si sono dirette la Fregata Espero ed il pattugliatore Libra della Marina militare. Nave Libra, accertate le precarie condizioni di stabilita’ e galleggiabilita’, ha dichiarato lo stato di emergenza ricerca e soccorso e ha proceduto a prestare soccorso e imbarcare i migranti. Dei superstiti, 56 (39 uomini, 8 donne e 9 bambini) sono stati caricati a bordo della nave Libra della Marina, altri 15 sono stati soccorsi da un motopesca, mentre circa 130 sono stati salvati da un pattugliatore maltese.

Sul barcone c’erano molte donne e diversi minori: sarebbero loro a costituire la parte piu’ larga delle vittime.
Ieri sera il premier maltese Joseph Muscat in una conferenza stampa a La Valletta ha dichiarato: “non puo’ essere solo un altro (ennesimo) allarme per l’Europa. Ora e’ tempo di agire”, ricordando, ha proseguito il premier maltese, che, “questo e’ un problema europeo, non e’ solo un problema dell’Italia e di Malta”.
Mentre erano in corso le operazioni di salvataggio nella zona del secondo naufragio al largo di Lampedusa, sono stati soccorsi altri due barconi alla deriva: nel primo ce’erano 150 persone di nazionalita’ presumibilmente siriana, segnalati da una nave cisterna non lontano dalla costa e condotti in porto dalla Guardia costiera. Il secondo natante con 85 persone in difficolta’ a un’ottantina di miglia dalle Pelagie. Anche in questo caso sono intervenute unita’ della Capitaneria.
Nella notte sono arrivate al molo di Favarolo, a Lampedusa, a bordo di motovedette della Guardia di finanza 22 vittime del naufragio di ieri.

“Tra i 22 migranti portati qui ci sono diversi bambini”, spiega il responsabile sanitario dell’isola Pietro Bartolo. I corpi nelle sacche sono stati adagiati sull’asfalto per l’ispezione cadaverica compiuta dal medico legale. Nove superstiti del naufragio di ieri durante la notte sono stati condotti e curati al poliambulatorio di Lampedusa. I primi tre erano giunti con un elicottero intorno alle 22: una donna col suo figlioletto e un uomo con un trauma toracico, ma nulla di grave. Poi altre sei persone, tra cui una famiglia: papa’, mamma e il figlio di 9 mesi, “ma hanno perso il maggiore di 3 anni”, riferisce il responsabile sanitario Pietro Bartolo, che ha lavorato senza tregua e che poi si e’ diretto al molo Favarolo per le ispesioni cadaveriche sui primi 22 corpi adagiati sul molo: “Tra loro ci sarebbe il figlio di 3 anni – aggiunge – almeno la famiglia potra’ avere questa disperata consolazione”. Le condizioni dei superstiti fin qui arrivati non sono ritenute preoccupanti: solo sintomi di assideramento e disidratazione. “Stiamo fronteggiando un’altra situazione drammatica. Mi dicono che tra i morti ci sono molte donne e molti bambini. Intervenga a questo punto la protezione civile nazionale”. Lo dice il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. (AGI)

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