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È italiano il più giovane cardiochirurgo pediatrico in Uk. Si chiama Simone Speggiorin, ha 37 anni e un curriculum straordinario. Ma in Italia per lui non c’era posto. Così, nel 2010, ha preso baracca e burattini ed è andato a cercar fortuna all’estero. Dal 2014 lavora al Glenfield Hospital di Leicester, a 140 chilometri da Londra, è un chirurgo “strutturato” (ossia ha una sua sala operatoria, i suoi pazienti, un’equipe che lo supporta) ed è stimato a livello internazionale. Opera bambini a cuore aperto o con malformazioni alla trachea.

C’è di più. Fa parte di “Healing Little Hearts”, un’organizzazione di beneficenza con la quale opera in diversi ospedali in India. Quattro volte l’anno, prende qualche giorno di ferie e va a curare i bambini più bisognosi. La sua storia ha affascinato la BBC, il British Medical Journal e molte testate internazionali. “E’ quasi un anno che non rilascio interviste. Non sono un eroe. Sono uno dei tanti che se n’è andato dall’Italia perché in Italia non c’era spazio” raccontò nel 2014 al Sole24Ore.

Dal 2010 al 2014, In 4 anni di carriera aveva già operato circa 500 bambini, un traguardo impossibile per un giovane chirurgo in Italia. Figlio di un ex calciatore, di Olmo di Martellago (VE), Speggiorin si laurea in Medicina a Padova. Fa tutto in sei anni. Discute la tesi in cardiochirurgia pediatrica e subito dopo entra all’ospedale di Padova per la specializzazione.

“Dentro di me, però, c’è sempre stata una voce che mi ripeteva: cosa faccio dopo? Cosa faccio dopo? Il mio primo mentore, il professor Giovanni Stellin, sapeva che finita la specialità non avrebbe potuto offrirmi un lavoro in Italia e mi invitava a partire per completare il training. I cardiochirurghi pediatrici sono passati tutti da un’esperienza all’estero. Uscire ti apre la mente, capisci come si fa e poi ti metti alla prova”. Così Speggiorin inizia a studiare medicina sui testi inglesi e perfeziona la lingua. A 28 anni ha un dottorato di ricerca in anatomia cardiaca. E’ già stato a Londra e a Boston. Poi, torna a Padova dove finisce la specialità. E si mette a cercare lavoro in Italia. Nulla.

La sua prima occasione arriva con il professor Martin Elliott, direttore del Great Ormond Street Hospital di Londra (uno dei 5 migliori ospedali pediatrici al mondo) che, a Padova per un lavoro, conosce Speggiorin e lo invita a seguirlo. “Sono partito lasciando a casa tutto. Gli affetti e le sicurezze del “sistema Italia”. Arrivato a Londra già specialista in cardiochirurgia mi hanno detto: ok, ora ricominci da zero. Si dice junior, in pratica ti rimbocchi le maniche e ritorni a fare lo specializzando. Devi imparare come stare in una sala operatoria, che è un posto dove vige una disciplina quasi militare. Devi capire tutto quello che gira intorno a quel tavolo e non è detto che tu sia bravo. E poi pensavo di saper l’inglese, mi sbagliavo. Ho passato le sere dei primi tre mesi in terra straniera con il mal di testa”.

Intanto partecipa a un concorso per un posto all’ospedale di Ancona. Gli rispondono 3 anni dopo. “Avrei dovuto mettere la mia vita in modalità pausa per tre anni e aspettare la loro risposta? Non era nei miei piani”

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