Sissy “licenziata mentre era in coma, liquidata con 6mila euro”: vogliamo la verità sulla sua morte

E’ oramai tristemente nota la storia tragica di Sissy Trovato, la giovane agente della Polizia Penitenziaria rimasta in coma oltre due anni, dopo un colpo di pistola alla testa, all’interno dell’ascensore di un ospedale in cui si trovava per motivi di servizio. Sissy è morta nelle scorse ore ma per oltre due anni migliaia di persone, tra parenti amici e semplici cittadini che avevano saputo della sua storia tramite tv e social, avevano sperato in un risveglio.

Purtroppo così non è stato. Sissy, 28 anni appena, originaria di Taurianova che giusto ieri avrebbe compiuto 29 anni, non ce l’ha fatta. La sua storia è ancora oggi avvolta nel mistero: cosa sia accaduto quel giorno del 2016, suicidio, omicidio,molti dubbi, nessuno lo sa. I famigliari della giovane poliziotta lottano da due anni per sapere la verità.

“la Procura di Venezia ha accettato di prolungare le indagini e speriamo che, ora, si decidano a far luce sul serio. Non azzardatevi a parlare di suicidio finché non avremo saputo la verità, fino a quando non avremo chiarito tutti i punti oscuri di questa vicenda” ha detto Salvatore, il papà della giovane che assieme alla moglie Caterina, come avrebbe fatto ogni genitore, proprio non riesce a darsi pace.

Quello che salta all’occhio però è un altro aspetto della vicenda. Come riporta Il Messaggero in un articolo odierno, la giovane poliziotta sarebbe stata lasciata sola dall’amministrazione di appartenenza. “L’hanno abbandonata mentre era in coma – racconta Salvatore al Messaggero – e lei faceva parte di questo mondo. L’hanno licenziata a febbraio e liquidata con 6.700 euro, questo valeva per lo Stato la vita di mia figlia”.

“È una notizia tristissima che addolora profondamente tutti, familiari, amici e l’intera amministrazione della quale faceva parte – aggiunge Francesco Basentini, capo del Dap, ripreso sempre dal Messaggero – mi auguro che la stessa determinazione con la quale Sissy ha dimostrato di voler rimanere aggrappata alla vita sia da sprone, ora più che mai, per l’accertamento della verità”.

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