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Raccogliendo l’accorato appello del padre di Sissy Trovato Mazza – la giovane agente di Polizia Penitenziaria originaria di Taurianova in coma dal primo novembre del 2016, a seguito di un colpo di pistola, esploso dalla sua arma di ordinanza, mentre era in servizio in un ospedale di Venezia – il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo, dopo una telefonata al padre della collega, Salvatore Trovato, ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica sen. Sergio Mattarella. – da La voce di Venezia

Di Giacomo – che ha annunciato il ricorso allo sciopero della fame per tenere accesa l’attenzione sul caso che continua a presentare molti punti oscuri – sottolinea che l’agente e la sua famiglia sono stati lasciati soli da un’Amministrazione Penitenziaria che pensa più ai detenuti, come dimostrano le tante azioni di socializzazione nelle carceri sommate alle “celle aperte” e alla proposta di istituire le “celle dell’amore”, che al personale penitenziario.

“Dal mese di febbraio scorso – continua il segretario del S.PP. – alla nostra collega le è stato persino tolto lo stipendio in applicazione di una norma che viene applicata burocraticamente senza tenere conto in alcun modo del caso specifico e delicatissimo”.

“Per questa ragione le parole del padre – “Mia figlia Sissy è stata abbandonata dalle Istituzioni che ogni giorno serviva, onorava la sua divisa, rispettava i colleghi ed il suo lavoro. Se oggi penso che mia figlia appartenesse alla Polizia Penitenziaria, provo profonda vergogna” – dovrebbero pesare come macigni sulla coscienza di tutti, a cominciare da chi ha la responsabilità dell’amministrazione penitenziaria e quindi delle donne e degli uomini in divisa che quotidianamente prestano servizio nelle nostre carceri a rischio della propria incolumità come dimostrano le decine di aggressioni e colluttazioni negli istituti al giorno”.

“Sappiamo che è da qualche tempo attivo il “Comitato Civico di Sissy, la Calabria è con te” che ha il merito di esprimere quella vicinanza alla famiglia mancata a livello istituzionale e politico e per questo intendiamo svolgere anche noi una funzione di supporto materiale alla famiglia e perché il caso, dopo il clamore ottenuto dai media, da trasmissioni televisive, non finisca nel dimenticatoio”.

“Sono convinto – dice Di Giacomo – che il Presidente Mattarella, come ha dimostrato in tanti altri casi analoghi, prenderà a cuore questa vicenda e da buon padre di famiglia di tutti gli italiani interverrà, nei modi e con gli strumenti che riterrà più opportuni, a salvaguardia dei diritti della Trovato e della sua famiglia. Due diritti su tutti: la tutela della vita perché Sissy si trova ricoverata in condizioni gravi in una struttura sanitaria riabilitativa a Zingonia, in provincia di Bergamo, in stato vegetativo e lotta ogni giorno per continuare a vivere; la verità su cosa è accaduto due anni fa nell’ascensore dell’ospedale di Venezia dove è stata trovata, ferita da un colpo di pistola, si badi bene, alla nuca”.

“Noi – conclude il segretario del S.PP. – non ci stancheremo di sostenere entrambi i diritti in una vicenda che da personale e di una famiglia è diventata vicenda di cui un Paese civile deve occuparsi”.

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