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Solo ieri abbiamo parlato di un video, pubblicato su Facebook dal segretario del sindacato autonomo di Polizia – SAP, che mostrava un fermato autolesionarsi prendendo a pugni e testate il muro di un commissariato. Una tecnica purtroppo usata anche da alcuni fermati con l’intento successivo, poi, di spostare l’attenzione se non calunniare le forze dell’ordine. ( LEGGI: Spacca il muro a testate e minaccia i poliziotti: “qui finisce male, me la apro la capoccia” ) E proprio di oggi è invece la notizia di una condanna per calunnia nei confronti di M.A., 29 anni e residente ad Aosta, come già detto condannato per calunnia a tre anni e a un risarcimento di 10 mila euro a testa nei confronti dei poliziotti, costituitisi parte civile.

Secondo quanto racconta la Stampa, una volante della polizia era intervenuta la notte fra l’8 e il 9 novembre dopo essere stata chiamata dal titolare di un locale in corso Battaglione, ad Aosta, perché un’auto bloccava il passo carraio. Il ragazzo era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, porto di oggetti atti a offendere e danneggiamento ma durante l’udienza di convalida nelle ore immediatamente successive all’arresto, aveva detto di essere stato picchiato dai poliziotti

“I poliziotti mi hanno preso a calci e pugni durante l’arresto”. Considerando false queste dichiarazioni rese al medico del pronto soccorso, il giudice monocratico del tribunale di Aosta ha quindi condannato il ragazzo. Il pm aveva chiesto una condanna a due anni e sei mesi di reclusione. Da alcune testimonianze e dalle videoregistrazioni della questura è emerso che all’atto dell’arresto non era stato picchiato e che in cella aveva dato calci e pugni alla porta, gesti compatibili – secondo la procura – con i lividi riportati.

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