Sono tornate le coccinelle: avvistamenti frequenti in numerose zone d’Italia

Nella società agricola erano considerate una benedizione poichè vorace di afidi e cocciniglie. Una grande alleata degli agricoltori, rappresentava e rappresenta ancora oggi una difesa naturale per le coltivazioni.

Questo insetto si può trovare facilmente negli spazi aperti e ricchi di verde. D’inverno ama restarsene nei parchi al sud così da poter beneficiare di maggiore luce.

Anche oggi septempunctata Linnaeus è impiegata in alcune zone della penisola nell’agricoltura biologica: ha un’ottima funzione antiparassitaria. Già anticamente i contadini ne conoscevano l’utilità ed anche per questo viene considerata un porta fortuna.

A Cervia uno dei tanti casi di alleanza tra uomo e animale in campo agricolo. Sarebbero infatti 56mila le coccinelle immesse per combattere la cocciniglia del pino, per una superficie totale di 56 ettari.

Il tutto, con l’impegno della biofabbrica Bioplanet di Cesena, in funzione dell’andamento climatico e delle osservazioni sullo sviluppo primaverile della sua preda, la cocciniglia asiatica. Dal 2015 infatti, il parassita avrebbe distrutto 500 alberi.

La leggenda della fortuna

Un connubio tra coccinella e fortuna è dovuto al nome: il termine coccinella, infatti, deriva dal latino coccineus e significa scarlatto.

Questa coccinella caratterizzata da un corpo fortemente convesso e elitre di tipico colore rosso si caratterizza per la presenza di un totale di sette puntini neri (tre +1 per elitra) sulle ali rigide esterne da cui il nome appunto “coccinella sette punti”.

Il rosso, nelle sue diverse sfumature, è da sempre considerato un colore che indica positività, passione, forza, coraggio e fortuna.

Gli avvistamenti

Nell’ultimo periodo sono aumentate le segnalazioni di avvistamento. Le coccinelle sono tornate, o meglio: sembrerebbero essere più numerose rispetto agli altri anni.

Forse, spiega invece il quotidiano online Genova24, il minore inquinamento dovuto alle settimane di lockdown, forse le temperature piuttosto alte e i mesi di marzo e aprile particolarmente secchi, hanno favorito la sopravvivenza e la diffusione di questa specie di coleottero

L’invasione di coccinella comune viene notata anche nelle zone del litorale livornese potrebbe riferirsi alle particolari condizioni di umidità e temperatura cui stiamo assistendo in quest’ultimo periodo.

 

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