Spacca il muro a testate e minaccia i poliziotti: “qui finisce male, me la apro la capoccia”. La rabbia degli agenti “Servono videocamere”

Sta facendo molto discutere in queste ore il video di un fermato, all’interno di un commissariato di Polizia, intento a prendere a testate un muro ed urlando, all’indirizzo degli agenti “chiamate un’ambulanza, me state a sequestrà”. Nel video, si vede chiaramente la persona intenta a distruggere il muro a pugni e testate e minacciare i poliziotti presenti ‘spiegando’ loro di essere malato di AIDS. Ed ancora “Portatemi all’ospedale”, “fatemi chiamare l’avvocato”, “qui finisce male, me la apro la capoccia”. Inutili i tentativi degli agenti di riportare il soggetto alla calma con le sole parole. Il video è stato pubblicato su Facebook da Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia. Non ci è dato conoscere al momento alcun dettaglio circa l’episodio nè il luogo preciso. Di certo però viene evidenziata ancora una volta la necessità degli agenti di ricorrere a videoriprese anche per forma di autotutela. Spiega paoloni su Facebook “Servono videocamere nelle stanze dei fermati. Gli episodi di autolesionismo finalizzati a procurarsi una tesi difensiva e mettere in discussione l’operato delle forze di polizia, sono all’ordine del giorno. Oggi siamo obbligati ad usare il nostro smartphone per poterci tutelare. Questo non è accettabile”

E’ di appena qualche mese fa una notizia analoga accaduta questa volta all’interno di un treno, su un Taranto – Bar. In quell’occasione i protagonisti erano alcuni passeggeri sprovvisti di regolare biglietto di viaggio. Allertata la Polfer dal capotreno, uno di loro si era lasciato identificare tranquillamente, mentre gli altri due, un uomo e una donna, si erano scagliati contro gli agenti aggredendoli e la donna in particolare, aveva tentato di procurarsi delle ferite con una chiave.

“Provocarsi lesioni le sarebbe servito ad accusare i miei colleghi – tuonò in quell’occasione lo stesso Stefano Paoloni – oramai questa è la tattica che in molti utilizzano per difendersi quando vogliono sottrarsi ad un controllo. Provocarsi lesioni e accusare un poliziotto, fa sì che quest’ultimo, passi da testimone a imputato in procedimento connesso. In questo modo – la preoccupazione del mio collega sarà quella di difendersi nel suo procedimento, anziché accusare chi è stato oggetto del controllo”

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