Ecco gli spagnoli buoni: che cosa fanno a chi non è rifugiato. E dopo?

I 630 immigrati a bordo dell’Aquarius sono sbarcati in Spagna, al porto di Valencia. Ma non è detto che la Spagna se li tenga tutti visto che espellerà i cosiddetti migranti economici.

Il governo spagnolo infatti ha autorizzato la concessione di un permesso di soggiorno di un mese, misura applicata in via “eccezionale” dal momento che i migranti dell’Aquarius non sono giunti in Spagna in maniera irregolare ma su invito delle autorità di Madrid, dopo la chiusura dei porti decisa dal governo italiano.

Il permesso si soggiorno potrebbe essere prorogato in casi individuali per necessità legate alle condizioni fisiche o psicologiche; alla fine del periodo verranno prese in esame le eventuali richieste di asilo.

Riporta LiberoQuotidiano che dopo il tentativo di identificazione da parte della polizia – nessuno si è presentato con i documenti – a ognuno di loro sono stati consegnati tre moduli:

il primo, per chiedere un permesso di 45 giorni per motivi umanitari; il secondo, una pre-domanda di protezione internazionale, per un appuntamento, con data e ora, per la richiesta di rifugio; il terzo, la stessa cosa ma con destinazione Francia.

Ma nel caso in cui, terminati i 45 giorni di permesso, fossero poi valutate negativamente le richieste di rifugio la tanto buona Spagna li rimanderà tutti a casa. Nessuna deroga, neanche da parte del governo di Pedro Sanchez.