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Secondo il Gip di Rimini si sarebbe trattata di Legittima difesa e oer questo avrebbe archiviato la posizione del carabiniere che nell’Agosto 2017 a Cattolica sparò ad un ladro. Il militare era stato indagato per lesioni nei confronti di DM, un uomo di circa 40anni, italiano, che non aveva rispettato l’alt di una pattuglia dell’Arma. Si sarebbe scoperto poi che il mezzo guidato dall’uomo era rubato

DM, secondo quanto ricostruito dal sito chiamamicittà.it era pregiudicato e già sottoposto ad obbligo di firma “aveva raggiunto la statale adriatica, poi era tornato verso il centro, sempre a folle velocità. Finché aveva imboccato una strada chiusa e allora in retromarcia aveva cercato di sfondare il blocco dei militari. Questi avevano sparato in aria, ma l’uomo non si era consegnato anzi aveva allungato la mano verso il sedile come per prendere qualcosa. Un militare aveva allora aperto il fuoco; il 39 enne era rimasto ferito non gravemente al gluteo e al pollice della mano sinistra. L’inseguimento era durato circa mezz’ora”

Sull’episodio, a suo tempo si era già espresso il colonnello Luigi Conio, comandante provinciale dei carabinieri di Rimin, che all’ANSA affermò “L’uso dell’arma è stato legittimo, le procedure di sicurezza sono state rispettate. Non si esclude, tuttavia, l’apertura di un fascicolo da parte della magistratura riminese per chiarire la dinamica. Sarebbe, nel caso, un atto a tutela del carabiniere, anche nei confronti di future azioni legali da parte del ferito”.

E proprio così accadde. Il pubblico ministero nelle sue conclusioni aveva ravvisato sia l’uso legittimo delle armi che la legittima difesa.

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