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Cinque lunghi anni di preoccupazioni terminati in queste ore con una piena assoluzione per il Capitano dei Carabinieri Giuseppe Pontillo il quale, nel fine ottobre 2014, alla guida della compagnia dei carabinieri di Empoli, fu protagonista di un episodio di ‘nera’ locale: una sparatoria nella quale ferì gravemente un albanese che fuggiva in auto con altri complici dopo aver commesso una rapina.

Dopo il proscioglimento in primo grado arrivato nel 2018,per l’ufficiale dell’Arma è arrivata l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

Foto di GoNews.it

La sentenza, ci spiega il sito GoNews, riforma la decisione del primo. Nel primo grado l’ufficiale, all’epoca comandante della compagnia empolese, fu assolto per mancanza di querela da parte del malvivente ferito. Ora, invece, la corte di appello lo ha assolto stabilendo che sparando e ferendo il bandito non commise alcun reato per causa di giustificazione nell’uso delle armi. Inoltre la corte di appello ha stabilito anche che l’uso della pistola da parte di Pontillo faceva parte di una condotta lecita, avendo in quella circostanza il dovere di bloccare banditi aggressivi e pericolosi in fuga pertanto il fatto non costituisce reato. La corte di appello inoltre ha confermato la condanna del primo grado, a 1 anno e 8 mesi, agli albanesi imputati nel processo.

La ricostruizione di tutta la vicenda ci viene invece fornita dal Tirreno:  Quella sera i carabinier avevano organizzato un posto di blocco a una rotatoria. Lo scopo era di intercettare una banda di rapinatori e topi di appartamento ritenuta responsabile di una raffica di colpi in tutto l’Empolese Valdelsa. Quando la Peugeot 206 con a bordo i malviventi raggiunse la rotonda dove erano appostate le gazzelle, il capitano Pontillo, in abiti borghesi, si finse un pedone per rallentarne la corsa, facendo rallentare la vettura. Poi si parò davanti al mezzo, intimò l'”alt carabinieri” ed estrasse la pistola d’ordinanza. I rapinatori ripartirono cercando di travolgerlo. 

Foto di GoNews.it
Lui, con un balzo, si fece da parte e sparò due colpi: il primo ferì uno dei malviventi, l’alto lo stesso ufficiale alla gamba. In primo grado il capitano Pontillo era stato prosciolto. Il giudice Marco Bouchard aveva riqualificato il reato di lesioni volontarie per il quale era stato rinviato a giudizio, in quello di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi, dichiarando poi il non luogo a procedere perché l’accusa in questione è contestabile solo in caso di querela della parte offesa, mai presentata. La formula scelta dai giudice, insomma, aveva lasciato delle ombre sulla condotta del capitano ora completamente fugate dalla sentenza di appello. 

Attualmente Pontillo è comandante della Compagnia dei carabinieri di Firenze

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