Sparò e uccise un ladro: “dormo con un forcone vicino al letto, questo Stato è più attento ai banditi”

Cosa la infastidisce maggiormente?

«Non ci sono pene eclatanti, unico vero deterrente a tutti questi reati. Mi va bene che un detenuto costi giornalmente alla comunità tra i 160 e i 200 euro, che abbia lo psicologo e che in un carcere come Bollate sia stato costruito un carcere con un capannone di 4mila metri quadrati per la rieducazione, ma le pene vanno scontate dall’inizio alla fine.

E devono essere severe. Un ragazzo a cui Kabobo (il ghanese che nel maggio 2013 uccise a colpi di piccone tre persone a Milano) ha ammazzato il padre non può e non deve sopportare che l’assassino sia condannato a 20 anni di carcere.

L’anno carcerario è composto da 9 mesi, la pena viene scontata del 30 per cento con la buona condotta e trascorsi la metà degli anni di condanna il detenuto gode di tutta una serie di privilegi…Non è che uccidi tre e paghi per uno!».

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