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Spiaggia fascista, il vescovo di Chioggia: “Indagine assurda. Ma se ci andava anche il segretario del Pd?”

Il caso della spiaggia fascista di Punta Canna continua a tenere banco, tra polemiche, attacchi, Digos e l’indagine per apologia che è piovuta sul gestore del lido, Gianni Scarpa. Un assurdo dibattito ideologico nel quale, ora, entra a gamba tesa anche Adriano Tessarollo, il vescovo di Chioggia. E le parole del monsignore, consegnate a Il Messaggero in un’intervista, sono piuttosto clamorose. “È chiaro – premette -: una tiratina d’orecchie se la merita, ma sarà pressoché inutile. Qui a Chioggia, Gianni Scarpa lo conosciamo. Prima lavorava ogni weekend a Punta Canna, adesso va a finire che avrà gente per tutta la settimana”.

Dunque, rimarca: “Usa forme eccentriche, ma siamo lontani dall’aver trasformato quell’arenile in un covo di fascisti o di strumento per la ricostruzione del Partito fascista”. Anche lui, insomma, contro Laura Boldrini, Emanuele Fiano e compagni. “Viviamo in un mondo di grande confusione – prosegue Tessarollo -, di cose che non funzionano; e discutono leggi come quella sull’apologia di fascismo… Come se non ci fosse altro da fare per i magistrati”.

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