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“Ve lo regalo io lo spray al peperoncino”. Susanna Ceccardi non ha alcun dubbio: la legittima difesa è sempre legittima. Ne parla Sergio Rame su Il Giornale

E non a targhe alterne come la interpretano la sinistra e un certo ramo della. Il sindaco leghista di Cascina, che nei mesi mesi scorsi era stata attaccata con commenti sessisti e le era addirittura arrivata una lettera minatoria con tanto di cartuccia per fucile da caccia, ne è ancora più convita dopo l’aggressione di una 25enne alla stazione di Garibaldi di Milano. La giovane è riuscita a liberarsi dalle grinfie dell’aggressore nigeriano usando lo spray al peperoncino.

Nei mesi scorsi la Ceccardi ha iniziato a distribuire alle “sue” concittadine gli spray urticanti e ha organizzato anche corsi di autodifesa che ora vengono finanziati dal Comune di Cascina, il primo ad essere stato espugnato in Toscana dal Carroccio. “Le donne devono alzare la testa – spiega la Ceccardi in una intervista alla Nazione – devono essere pronte a difendersi da un ladro, da un aggressore o da un marito violento. A fine anno abbiamo donato ben 260 spray.

Abbiamo esordito con un centinaio di pezzi, ma le richieste sono state tantissime e abbiamo quasi triplicato”. L’obiettivo del sindaco leghista è fornire lo spray al peperoncino anche agli agenti della polizia municipale. Per questo è stato modificato il regolamento comunale. “Doteremo di pistole urticanti professionali i nostri agenti – conferma la Ceccardi – la spesa è già a bilancio. Ora sarei felice di poter sperimentare il taser”.

 

 

Come si legge sulla Nazione, la Ceccardi sta lavorando per “insegnare alle persone ad autotutelarsi”. Lo scorso settembre il Comune ha, infatti, avviato un corso di difesa abitativa e uno di autodifesa da strada. L’iniziativa verrà ripetuta anche il prossimo autunno.

“Il programma comprende nozioni teoriche e prove pratiche – spiega il sindaco del Carroccio – durante il corso, tecnici qualificati spiegheranno alle donne come riconoscere una situazione di pericolo e come prevenirla.

La prima arma di difesa, infatti, è avere l’approccio psicologico giusto. E poi conoscere almeno le mosse ‘salvavita’ fondamentali – conclude – ecco perché in passato abbiamo ingaggiato due ex poliziotti, ora istruttori di tiro al poligono”.

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