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PADOVA – Pare sia coinvolta negli scontri tra manifestanti area anarchica appartenenti al cso Pedro e forze dell’ordine, episodio verificatosi Venerdì sera a Padova la donna, risultata una professoressa, balzata agli onori delle cronache in queste ore. La scorsa  mattina dietro la cattedra dell’istituto superiore nel padovano, una professoressa di matematica ha salutato i suoi alunni come sempre, ma per lei non è stata certo una giornata come tutte le altre. La trentenne di origine veronese, già nota alla questura padovana, risulta infatti indagata per resistenza a pubblico ufficiale. L’Ufficio scolastico provinciale ha fatto immediatamente scattare un’indagine interna e ieri la preside dell’istituto ha voluto incontrarla faccia a faccia.

Sembra però che la donna fosse già nota. Secondo quanto racconta Gabriele Pipia sul Gazzettino, nel febbraio 2016 la donna sarebbe finita agli arresti domiciliari, tornando il libertà qualche settimana dopo: pare fosse stata indagata dopo un blitz messo a segno dagli agenti per liberare dall’occupazione uno stabile Ater nel quartiere Palestro. “Era stata accusata – si legge sul Gazzettino – assieme ad altre dieci persone di associazione a delinquere oltre che di occupazione abusiva, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Questa volta dovrà vedersela con una denuncia a piede libero: “per difendersi in tribunale è ancora presto, ma intanto ieri è stata ricevuta dalla dirigente scolastica. “È tutto risolto” assicura la giovane professoressa, anche se dall’istituto filtra molta irritazione per ciò che è successo”

L’assessore regionale Elena Donazzan va giù pesante: “Le verifiche di ciò che è successo sono in corso – evidenzia -. Spettano alle istituzioni scolastiche, non certo alla Regione. Se le accuse saranno confermate, la mia opinione è che dovrebbe essere allontanata da scuola”

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