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Squadra anti-bracconaggio all’opera! Addestrati a cercare, fiutare e riconoscere tutti quegli arnesi riconducibili alla caccia, ovvero armi, munizionamento, reti, trappole di vario genere come tagliole e lacci utilizzati dai bracconieri: sono i “magnifici 7” agenti a 4 zampe addestrati alla “SAFA” ovvero la Scuola di alta formazione anti-bracconaggio, un accordo tra i Carabinieri del Cufaa (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari ovvero l’ex Corpo Forestale dello Stato) e strutture ed esperti di Legambiente

La scuola SAFA

La Scuola di alta formazione anti-bracconaggio è nata da un accordo tra Legambiente e Arma dei Carabinieri ed una partecipazione dell’ENCI, Ente Nazionale Cinofilo Italiano. Iniziativa patrocinata da Almo Nature e Federparchi. Sono di entusiasmo le parole espresse dal Generale di corpo d’Armata e comandante della specialità Angelo Agovino “La Safa rappresenta la capacità di fare progetti e quindi la capacità di collaborare tra istituzioni e altri enti e inoltre e’ il frutto di una grande evoluzione culturale: l’animale era definito cosa di nessuno, oggi l’animale e’ un bene riconosciuto dalla collettività e di sua proprietà che quindi avverte il bisogno di proteggerlo”.

Le unità cinofile

Sono 7 le unità cinofile diplomate dopo il corso organizzato a Rispescia (Gr) presso il centro Girasole, sede di Festambiente: 5 pastori belga e 2 labrador, in totale hanno seguito oltre duecento ore di formazione fatte di pratica e lezioni frontali. Importanti le tecniche studiate (fiuto e differenziazione tra sostanze organiche e inorganiche). I cani che invece erano già formati e operativi, hanno visto ampliate le doti come la ricerca di bocconi avvelenati

Le operazioni

“Il contrasto al bracconaggio e la difesa della biodiversità tra le oltre 4.000 stazioni territoriali dei Carabinieri e le circa 1.000 del Cufaa e una delle attività più importanti. Il 25% circa dei controlli sul territorio ogni anno, riguardano infatti proprio la tutela di fauna e flora” spiega ancora il Generale Agovino.

I dati

Secondo i dati di Ecomafie, si calcola che ogni giorno vengano segnalate almeno 20 infrazioni ai danni di animali, ogni gioro vengono avviati oltre 3 procedimenti ed indagate 3 persone per reati contro fauna e flora “Una pressione criminale, quella del bracconaggio – spiega infine Legambiente- facilitata dal fatto che le sanzioni sono solo contravvenzionali e risolvibili con un’oblazione che non scoraggia i bracconieri, che nei casi più eclatanti rischiano un’ammenda da 774 a 2.065 euro”

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