Belluno. Stagione venatoria anticipata: via libera allʼabbattimento di 3000 cervi

La Provincia di Belluno da il via per l’abbattimento di 3234 cervi causa “crescita esponenziale della presenza” con forti danni all’agricoltura e pericolo per la viabilità.

Si tratta quindi di un avvio anticipato della stagione venatoria a partire dal periodo subito successivo di Ferragosto.

“Questo è il secondo anno di sperimentazione per l’abbattimento di femmine e piccoli di cervo, cominciando subito dopo Ferragosto per andare incontro a quella che sta diventando una vera e propria emergenza per l’agricoltura e non solo: la densità eccessivamente elevata di ungulati costituisce un forte danno per le colture e anche per l’intero ecosistema. Quest’anno, con il parere favorevole di Ispra che rappresenta l’ente di riferimento per la gestione faunistica, abbiamo aumentato del 20% il piano di abbattimento”.

“Le stime dello scorso anno – si legge su un articolo di initalia.virgilio.it – ci dicono che avevamo all’incirca 40mila capi in provincia, escluso il territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: 10.400 cervi, 13.600 caprioli, 2.400 mufloni, 7.250 camosci, a cui dobbiamo aggiungere un numero imprecisato di cinghiali, in fortissima crescita. Proprio il cinghiale costituisce un problema per i danni che produce alle attività agricole e assieme al tavolo verde è stata disposta l’eradicazione. Il prelievo anche in questo caso è in crescita: 400 capi abbattuti nel 2018, 705 nel 2019″.

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