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SOS1307623Terni, 24 settembre 2013 – Ci stiamo purtroppo abituando a questo genere di notizie, che ci raccontano di atti intimidatori, minacce e violenze nei confronti delle donne, soprattutto se ex, e neppure Terni sembra immune da questi casi.

Infatti, sono state disposte dal giudice due ordinanze di divieto di avvicinamento nei confronti di due uomini, denunciati per ripetuti atti persecutori nei confronti delle loro ex compagne, a seguito di due distinte attività d’indagine portate avanti negli ultimi mesi dalla polizia di Terni.

Nel primo caso il denunciato è un uomo di 57 anni, di Terni, separato dalla moglie dalla primavera scorsa. La donna aveva dichiarato di aver subito per tutta la durata del matrimonio, oltre trent’anni, maltrattamenti e violenza domestiche.

Non bastasse, dopo la separazione, l’uomo, non accettando la fine del rapporto, aveva iniziato a molestarla con telefonate, pedinamenti e appostamenti. Le molestie dell’uomo colpivano anche un’amica della donna, la quale era intervenuta aiutandola a trovare un altro alloggio.

A conclusione delle indagini svolte dalla procura di Terni il gip, considerata la pericolosità dell’uomo e l’escalation degli atti persecutori, ha disposto il divieto di avvicinamento alla moglie e ai luoghi che frequenta abitualmente ed ha esteso il divieto anche alla sua amica, con inibizione a comunicare con entrambe con qualsiasi mezzo.

Lo stesso provvedimento è stato applicato ad un ventiduenne di Bologna denunciato dalla sua ex ragazza, una ternana di quattro anni più giovane di lui. I due ragazzii si erano conosciuti su internet la scorsa estate e il giovane era venuto a Terni a trascorrere un periodo a casa della ragazza, con il consenso dei suoi genitori.

Dopo poco, però, erano nati dei contrasti a causa del carattere troppo possessivo del ventiduenne bolognese e la relazione era finita. Lui però non si era rassegnato e aveva iniziato a bivaccare in strada sotto casa della ex, subissando la ragazza, i suoi genitori e le amiche di telefonate e messaggi, pregandola di non lasciarlo, ma anche minacciandola di peggiori ritorsioni. Anche la madre del giovane aveva assunto lo stesso comportamento intimidatorio.

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